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Borgo Titol

Il territorio
L’azienda
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    • Dolomiti Friulane f3b848c5

      Dolomiti Friulane

      Le Dolomiti Friulane, dette anche Dolomiti d’Oltre Piave, sono un gruppo delle Prealpi Carniche e si estendono …
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        Dolomiti Friulane

        Le Dolomiti Friulane, dette anche Dolomiti d’Oltre Piave, sono un gruppo delle Prealpi Carniche e si estendono …
      Deco plant@300x 803f7255

      La Storia

      L’Azienda Agricola e Agriturismo Borgo Titol è un luogo di cultura e tradizione culinaria nel cuore delle Dolomiti Friulane. La nostra azienda agricola produce formaggi e salumi tipici e il nostro agriturismo mette a disposizione delle camere dove soggiornare, dopo un pranzo o una cena tipicamente friulani.

      La specialità regionale proposta è la Pitina. Il nome Pitina si è originalmente diffuso in Val Tramontina, i primi produttori di cui è rimasta traccia risalgono all’inizio dell’800 e sono gli abitanti delle frazioni di Inglagna e Frasaneit, nel comune di Tramonti di Sopra. Sotto il profilo geografico invece, il territorio di produzione della Pitina si identifica in tre valli: Val Tramontina, Valcellina e Val Colvera, inserite nel comprensorio montuoso soprastante l’alta pianura friulana occidentale, racchiuso tra il corso del fiume Tagliamento e il Piave.

      Parte del territorio della Pitina ricade anche nel comprensorio del Parco Naturale Dolomiti Friulane. Si tratta di un territorio storicamente contrassegnato da povertà, emigrazione e da una economia di sopravvivenza. In questo contesto la carne era un bene prezioso e erano rarissime le tracce dell’allevamento del maiale, lusso che in queste valli non ci si poteva permettere. La provvista di proteine animali derivava dalle carni di pecore e capre macellate per aver raggiunto limiti di età o perché ferite e saltuariamente da carni di selvaggina ungulata come il camoscio, frutto di caccia esercitata quasi sempre di frodo.

      La necessità di conservare il più a lungo possibile, sopratutto nei mesi invernali, la poca carne disponibile ha fatto evolvere le tecniche di conservazione, comuni a tutto l’arco alpino e all’area del nord Europa, tra le quali l’affumicatura e la stabilizzazione con l’aggiunta del grasso suino.

      Nel caso della Pitina, le carni che non venivano consumate subito e le parti meno pregiate venivano sgrossate, ripulite dalle componenti adipose e dai tendini, messe su un tagliere chiamato “pestadoria” e sminuzzate con un pesante coltello chiamato “manarin”. Infine, venivano formate delle polpettine aggiungendo sale, erbe aromatiche e spezie come il finocchio selvatico. Le polpettine, chiamate Pitine, venivano poi passate nella farina di mais e messe ad asciugare al fumo del camino (fogher o fogolar).


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      Origine e lavorazione

      L’Azienda Agricola e Agriturismo Borgo Titol è uno dei luoghi in cui potete assaggiare e acquistare la Pitina IGP, simbolo delle tradizioni enogastronomiche del Friuli Venezia Giulia. La Pitina IGP rappresenta un tipico prodotto gastronomico del comune di Tramonti di Sopra, nato già nella prima metà del 1800. Probabilmente nata per ovviare un problema pratico poiché non tutta la carne poteva essere consumata in breve tempo. Da qui l’esigenza di trovare un metodo di conservazione sicuro.

      La Pitina IGP, originaria della Val Tramontina è un salume dalla forma semisferica, fatto con carni di pecora, capra o selvaggina ungulata come camoscio, cervo, capriolo e daino. La carne, dopo essere stata macinata, viene impastata con una concia composta da sale, pepe, aglio vino e erbe aromatiche locali, viene ricoperta da un velo di farina di mais prima di essere affumicata con legno di nocciolo ed infine stagionata.

      I prodotti

      La Pitina IGP del nostro agriturismo viene preparata prevalentemente con la carne delle pecore allevate in azienda, nutrite con foraggi provenienti dai prati di Tramonti di Sopra nel periodo invernale e con erbe di pascoli malghivi nel periodo estivo. Le carni, dopo essere state ripulite di tutti i tessuti connettivi, adiposi, cartilaginei e dei tendini principali dei fasci muscolari, vengono tritate finemente a macchina ed impastate con una concia composta da sale, pepe, aglio, vino rosso e ginepro. Viene poi affumicata con legno di nocciolo e fatta stagionare per un periodo di circa trenta giorni.