• Casato Bertoia

Il territorio

L’azienda

  • Fiume Tagliamento

    Con 170 km di lunghezza, e un bacino fluviale ampio quasi 3000 km² che scorre per 178 chilometri dalle Dolomiti al ma…

L’azienda

Il territorio

  • Fiume Tagliamento

    Con 170 km di lunghezza, e un bacino fluviale ampio quasi 3000 km² che scorre per 178 chilometri dalle Dolomiti al ma…

Storia

Bartolomeo di Pinzano, detto Bertoia, diminutivo in uso nel ‘300, è nato a Spilimbergo (Pn) nel 1349. Figlio di Simone di Pinzano, erede di quella che un tempo fu una delle famiglie più potenti del Friuli e fra le più antiche del Patriarcato, Signori del Castello di Pinzano a guardia dell’importante guado sul fiume Tagliamento, giunti d’oltralpe già prima del 1146. Furono le faide familiari e le lotte fra Imperatore e Papa che vedevano i Signori di Pinzano dichiaratamente imperialisti che portarono alla decadenza nei secoli successivi l’antica dinastia, anche per mano dei potenti nobili Savorgnan di Udine, fedeli al Patriarca Beltrando.

Bartolomeo “Bertoia” di Pinzano, in scarsezza di fortune ma pur sempre di sangue nobile ed antico, sposò nel 1378 la figlia naturale del suo protettore, il conte Giovanni di Valvasone, ricevendo in dono dal suocero e dai nobili di Spilimbergo vari possedimenti nelle terre di San Lorenzo, nelle quali si insediò. Ebbe molti figli e da qui si risollevò la sua dinastia. Bartolomeo muore nei primissimi anni del 1400 e il figlio Domenico Bertoia nel 1432 riceve l’investitura feudale dall’abate curatore dell’abazia di Sesto: morì nel 1462 ad 81 anni lasciando in eredità nuovi possedimenti, terre e il cognome che fu il diminutivo del padre: Bertoia. Una famiglia “consortile”, divisa tra più case ma considerati un unico nucleo familiare rappresentato da un capofamiglia eletto da tutti i membri maschi di maggiore età. Di secolo in secolo, di generazione in generazione, qui a San Lorenzo la famiglia Bertoia è ancora oggi ininterrottamente l’erede di questa lunga storia.

Oggi la famiglia Bertoia, erede di secoli di tradizione, continua a costruire la propria storia nelle campagne di San Lorenzo di Valvasone – Arzene (Pordenone) che furono dell’avo Bartolomeo e si impegna da cinque generazioni nella coltivazione della terra.

Si narra che qui, nei primi dell’800, la famiglia gestisse coltivazioni agricole per le truppe napoleoniche. Da un solo ettaro dei primi del ‘900, coltivato come mezzo di sostentamento per la famiglia stessa, si arrivò negli anni ‘60/70 del ‘900 alla commercializzazione dei propri prodotti agricoli, trasformando una tradizione di famiglia in impresa agricola.

È negli anni ‘80 e ‘90 che i Bertoia si specializzano sempre più nelle orticole e nei vigneti e con l’ingresso nel nuovo millennio inizia una nuova era per Casato Bertoia: è Cesare, ancora supportato da mamma Anna Maria, che con la moglie Ada e l’aiuto delle figlie Giorgia e Arianna, specializza la produzione biologica di frutticole e orticole a pieno campo, nel rispetto della natura e con l’attenzione per la qualità e l’eccellenza.


Filosofia

Ricercare il massimo equilibrio con la Natura è una filosofia di vita. Rispettare l’ambiente e praticare un’agricoltura sostenibile secondo i protocolli della certificazione biologica, ci premia con risultati d’eccellenza che esprimono sapori e qualità d’altri tempi.

Oggi la famiglia Bertoia, erede di secoli di tradizione, continua a costruire la propria storia nelle campagne di San Lorenzo di Valvasone – Arzene (Pordenone) che furono dell’avo Bartolomeo e si impegna da cinque generazioni nella coltivazione della terra.

Abbiamo scelto di essere ecosostenibili fin dalle fasi di progetto della nostra azienda, affinché “essere green” sia una filosofia strutturale nella nostra organizzazione. Abbiamo scelto la Coltivazione Biologica per offrire qualità di prodotto preservando la biodiversità.

 

I prodotti

Selezione delle piante, coltivazione e trasformazione sono rigorosamente rispondenti ai parametri previsti dalla certificazione biologica. Rotazione delle colture, per consentire ai terreni di rigenerarsi e mantenere il proprio equilibrio e fertilità; nessun prodotto di sintesi e utilizzo di concimi esclusivamente di origine organica; utilizzo di ingredienti naturali e biologici di massima qualità.

Di anno in anno, evitiamo di piantare le varie orticole nel medesimo posto,
per ridurre lo sviluppo di malattie e l’attacco di insetti terricoli. Sfruttiamo la naturale capacità di difesa di alcune piante (ad esempio cipolla e piante aromatiche) per allontanare spontaneamente alcuni insetti parassiti dall’orto. Anche la naturale presenza di ampie aree inerbite permette una oculata gestione degli insetti per evitare danni alle colture.


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