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Tag: Formaggi

Scopri i formaggi prodotti con Latte Fieno stg

In questo articolo scopriamo un tipo di latte particolare, ovvero il Latte Fieno! Si tratta di un prodotto unico nel suo genere, derivato da una specifica alimentazione delle bovine, basata soprattutto sul fieno e prodotto utilizzando metodi tradizionali e sostenibili.

Leggi l’articolo per scoprire di più!

Cos’è il Latte Fieno stg

Il Latte Fieno “è una forma di produzione lattiera che proviene da bovine allevate in aziende lattiere tradizionali, sostenibili, e alimentate esclusivamente da erba, legumi, cereali e fieno, senza l’utilizzo di alimenti fermentati e la somministrazione di mangimi OGM.” (Sito CCPB Controllo e Certificazione)

STG è l’acronimo di Specialità Tradizionale Garantita e definisce un prodotto ottenuto tramite metodi di produzione tradizionali relativi ad una particolare zona geografica. Bisogna sottolineare, però, che i prodotti denominati STG non devono per forza essere creati nella zona geografica delimitata.

Questo tipo di latte ha una storia molto antica, infatti veniva prodotto anche alle origini della produzione lattiero-casearia e, durante il Medioevo, nelle montagne del Tirolo si produceva già il formaggio con questo tipo di latte.

La certificazione Heumilch STG, però, fu introdotta solo nel 2016, per delineare le caratteristiche specifiche di questo latte, che viene prodotto ponendo attenzione all’allevamento delle bovine, in particolare riguardo al mangime.

È un latte prodotto con metodi sostenibili dal punto di vista ambientale e che presta attenzione anche al benessere delle mucche.

I produttori di Latte Fieno devono prestare molta attenzione a seguire le regole di alimentazione per poter ottenere e mantenere la certificazione. Ad esempio, non possono essere utilizzati OGM, insilati o mangimi fermentati. Continua a leggere per scoprire di più riguardo l’alimentazione delle bovine e sui mangimi consentiti e non consentiti dal regolamento!

Come riconoscere un prodotto Latte Fieno stg?
logo stgPer riconoscere un prodotto in possesso della certificazione STG e non solamente prodotto con latte fieno, è necessario che sia presente anche il bollino blu e giallo.

Produzione e benefici

La produzione di questo latte segue rigorosi standard che ne garantiscono la qualità e l’autenticità. Le bovine sono alimentate con fieno, erbe e foraggi freschi, con la completa esclusione dei mangimi fermentati, degli insilati e degli OGM.

Queste modalità di alimentazione garantiscono un prodotto di ottima qualità, unico dal punto di vista organolettico.

Per produrre questo tipo di latte, è necessario attenersi rigorosamente alle modalità definite dal regolamento definito dall’Unione Europea 2016/304 della Commissione del 2 marzo 2016.

Fra i vari mangimi che sono vietati possiamo trovare:

  • insilati;
  • fieno umido o fermentato;
  • alimenti di origine animale, con eccezioni per il bestiame giovane;
  • rifiuti da giardino, della frutta, patate e urea.

Invece, fra i vari mangimi consentiti possiamo trovare:

  • erba, leguminose e specie erbacee fresche d’estate;
  • fieno in inverno;
  • alcune colture cerealicole, quali frumento, orzo, avena, triticale, segale, granturco;
  • piselli da foraggio, favette, lupini, frutti oleosi, farine di estrazione di semi oleosi, panelli di estrazione.

I benefici
fieni bio azienda agricola biologica la sisileLa produzione di Latte Fieno presenta diversi benefici sia per l’ambiente, che per gli animali.

Infatti, si tratta di una produzione sostenibile dal punto di vista ambientale, che non contribuisce all’eccessiva coltivazione di cereali come mais e soia e che non utilizza sostanze come erbicidi e pesticidi, potenzialmente tossiche per l’ambiente.

Inoltre, l’alimentazione è salutare per le bovine, che digeriscono facilmente l’erba e traggono beneficio dalla dieta che segue le discipline lattiero-casearie del fieno. Scopri di più.

Le caratteristiche dei formaggi prodotti con Latte Fieno stg

Dal punto di vista delle caratteristiche, i prodotti creati con il Latte Fieno stg presentano un maggiore contenuto di acidi grassi omega-3, un minore rischio di contaminazione da spore batteriche e non presentano residui di pesticidi ed erbicidi.

Inoltre, sono ben digeribili e hanno un sapore caratteristico di latte fresco! Il sapore unico dei formaggi a base di latte fieno è possibile grazie al fatto che la bassa carica batterica di questo latte permette la produzione a latte crudo, non pastorizzato.

Se ti interessa l’argomento della produzione a latte crudo, leggi il nostro articolo a riguardo qui.

Questi formaggi, inoltre, hanno un gusto unico e particolare, perché presentano gli aromi tipici delle specie utilizzate nell’alimentazione delle bovine. Il gusto risulta pieno, inalterato e può variare a seconda delle piante specifiche con cui vengono alimentate le mucche.

Sei curioso di assaggiare questo tipo di formaggio? Sul nostro sito puoi trovare sia il Latteria che il Montasio DOP prodotti con Latte Fieno stg dall’Azienda Agricola La Sisile.

La Sisile è un’azienda biologica a conduzione familiare, che produce formaggi con la doppia certificazione biologica e latte fieno. L’azienda è stata la prima in Friuli Venezia Giulia ad ottenere la certificazione Latte Fieno stg e i suoi formaggi si contraddistinguono da un sentore di latte e burro fresco, grazie alla speciale alimentazione.

Scopriamo insieme i formaggi che puoi trovare sul nostro sito!

Il Latteria fresco
latteria fresco bio con latte fienoQuesto formaggio, nato dalla tradizione delle Latterie Turnarie, è caratterizzato da:

  • un colore giallo paglierino omogeneo;
  • un’occhiatura presente, leggera e omogenea;
  • un gusto delicato, leggermente aromatico, con sentore di latte e di burro fresco.

È ottimo per preparare il Frico biologico, per il quale puoi utilizzare anche il Montasio DOP bio, oppure in un tagliere con miele e confetture, e nelle ricette!

Il Montasio DOP fresco
Il Montasio, re dei formaggi friulani, ha un gusto delicato, aromatico e con sentore di latte e burro fresco.

È ottimo, oltre che per il Frico, da mangiare così com’è per godere appieno delle sue caratteristiche organolettiche uniche, oppure da accompagnare a composte di frutta o verdura o con un calice di vino rosso friulano.

Adesso che conosci questo metodo di produzione particolare, non ti resta che assaggiare i formaggi prodotti con Latte Fieno stg!

Il formaggio di Pezzata Rossa Italiana

Scopriamo le caratteristiche dei formaggi di Pezzata Rossa Italiana, una particolare razza di bovine a duplice attitudine per la produzione di latte e carne di ottima qualità. Leggi l’articolo e scopri la storia, le caratteristiche e i gustosi formaggi della Pezzata Rossa Italiana.

Storia e caratteristiche della Pezzata Rossa Italiana

Questa razza bovina, una volta nota come Pezzata Rossa Friulana, appartiene al gruppo Simmental, il più numeroso al mondo. Attualmente si possono contare circa 400.000 capi suddivisi fra la zona di origine, ovvero il Triveneto, il centro e il sud Italia.

Si tratta di una razza di origine meticcia, nata nel 1870 da un incrocio avvenuto fra una vecchia razza locale, detta Friulana, e la razza Simmental pezzata rossa di origine svizzera.

Verso la fine dell’800, quando si diffuse il sistema delle Latterie Turnarie per la gestione collettiva del latte e della produzione di formaggio, emerse la necessità di migliorare l’attitudine alla produzione di latte da parte delle bovine. Così, la Commissione Zootecnica della Provincia di Udine introdusse i tori “lodigiani”, “meranesi”, “friburghesi” e svizzeri.

Successivamente, nel 1956 venne istituita a Udine l’Associazione Nazionale Allevatori Pezzata Rossa Friulana con il compito di “occuparsi del miglioramento genetico”.
Scopri di più sulla storia di questa razza bovina qui.

mucca pezzata rossa italiana la fattoria di pavia di udine
Mucca PRI La Fattoria di Pavia

Le bovine che appartengono a questa razza sono caratterizzate dalle macchie rosse sul mantello bianco e sono particolarmente apprezzate per la loro duplice attitudine alla produzione di latte e carne di ottima qualità. Questa attitudine dinamica è derivata dai perfezionamenti che sono stati messi in atto nel tempo per migliorare la qualità dei prodotti derivati dalle bovine.

Inoltre, questa razza si distingue anche per la sua costituzione fisica, caratterizzata da un forte sviluppo scheletrico, articolazioni robuste e dalla imponente stazza. Inizialmente, infatti, era sfruttata soprattutto come potente mezzo da lavoro.

Altre caratteristiche che contraddistinguono la Pezzata Rossa Italiana sono:

  • la capacità di adattamento alle condizioni di allevamento più svariate;
  • la semplicità di gestione;
  • la longevità e resistenza alle malattie, che consente una bassissima frequenza di utilizzo di farmaci, migliorando così la qualità e la salubrità del latte;
  • la buona fertilità.

Perché si chiama così?
Inizialmente si chiamava Pezzata Rossa Friulana, in quanto razza originaria del territorio friulano, nata da un incrocio di sostituzione avvenuto tra la vecchia razza locale, detta Friulana, e la razza Simmental pezzata rossa di origine svizzera.
Successivamente, si diffuse in tutta Italia e il nome cambiò in Pezzata Rossa Italiana.

Il latte e i formaggi di Pezzata Rossa Italiana

Come abbiamo detto anche precedentemente, queste bovine producono un latte di qualità elevata e ne producono anche in grandi quantità. Dunque, è una razza ottima per la produzione di formaggi!
La qualità del latte è stata migliorata notevolmente grazie all’impiego di tori francesi di razza Montbeliarde.

I prodotti caseari derivati dal latte di questa razza sono ottimi formaggi, dalle caratteristiche organolettiche uniche. Come troviamo riportato sul sito La Rossa Pezzata FVG i formaggi si distinguono per:

  • un elevato contenuto di proteine e principi nutritivi essenziali;
  • un’elevata percentuale di Beta-Caseina;
  • poche cellule somatiche, dovuto all’ottima resistenza degli animali alle malattie.

Se vuoi assaggiare questi buonissimi formaggi, puoi trovarne diversi anche sul nostro sito, prodotti direttamente dalle piccole latterie del Friuli Venezia Giulia. In questo modo, non solo assaggi formaggi di ottima qualità, ma supporti anche le latterie friulane che si impegnano a produrre con passione e dedizione da generazioni.

latteria di pezzata rossa latte crudoAd esempio, puoi trovare il formaggio Latteria PRI, prodotto da La Fattoria di Pavia.
Questo formaggio è prodotto solamente con latte crudo, sale, caglio e lisozima (la proteina dell’uovo) ed è “Solo di Pezzata Rossa Italiana”, un marchio che tutela la tracciabilità e l’unicità di questo latte particolare.

Come abbinarlo?
Il Latteria si sposa bene con salumi e affettati della tradizione friulana, come il delicato prosciutto di San Daniele DOP o la tipica Pitina IGP. È ottimo come aperitivo anche con miele o composte di frutta e accompagnato ad un calice di vino bianco friulano o di birra, a seconda delle preferenze.

La Fattoria di Pavia
Conosciamo meglio La Fattoria di Pavia, una realtà a conduzione familiare, che promuove uno stile di vita diverso, basato su cibi naturali e semplici.

La qualità comincia dalla terra e continua con l’allevamento del bestiame e la trasformazione dei prodotti. Con essi puoi riscoprire i sapori tradizionali e semplici della terra!
Sul nostro sito puoi trovare varie verdure genuine, come gli asparagi bianchi in agrodolce e le zucchine a rondelle sott’olio, ma anche birre artigianali e vino friulano… e naturalmente il Latteria PRI.

Se sei un amante del formaggio friulano, ti consigliamo di gustare questa bontà e potrai apprezzare un prodotto di qualità, riconoscendo il lavoro e la passione degli allevatori e delle latterie della regione.

Buon appetito!

La Carnia: scopri territorio, storia e bontà tradizionali

La Carnia è la regione storico-geografica situata a ovest delle Alpi Friulane, che si innalzano tra il fiume Fella e l’Alto Isonzo. Oltre ad essere un luogo splendido, ricco di paesaggi mozzafiato e di borghi storici da visitare, questo territorio offre un panorama gastronomico decisamente invidiabile.

Immergiti nel territorio della Carnia, dove uomo e natura vivono in simbiosi e scopri la bontà dei prodotti tradizionali del luogo, come il Formadi Frant, i formaggi di malga, la ricotta affumicata, i Cjarsons e tanti altri!

Leggi l’articolo per scoprire di più!

Il territorio della Carnia

Questa regione storica si estende principalmente a nord e a est del sistema dolomitico ed è un meraviglioso luogo ricco di paesaggi incontaminati, privi di attività industriali, pascoli e boschi curati nel corso del tempo con amore per il territorio.

carniaLa Carnia è caratterizzata da una sua identità ben precisa, costruita nei secoli, ed è molto legata alle tradizioni secolari che custodisce, così come ai buonissimi prodotti unici che offre.
La sua identità e autonomia sono tali da avere un proprio capoluogo, che è Tolmezzo.

Una curiosità sul nome…
Il suo nome deriva dai carni, un’antica popolazione celtica residente nel bacino del Tagliamento e dell’Isonzo.

Dal punto di vista del clima, le estati sono piuttosto fresche ma gli inverni sono molto rigidi e caratterizzati da abbondanti piogge e venti impetuosi. Questa caratteristica climatica della regione ha influenzato molto anche i piatti tipici della zona.

Basti pensare ad esempio al Frico, piatto tipico friulano, che nasce proprio in questa regione come piatto povero, prodotto con ingredienti facilmente reperibili quali il formaggio e le patate e ricco di calorie per affrontare una lunga giornata in montagna.

La storia

Prima di parlare dei prodotti tipici di questo territorio, scopriamo la sua storia.

La Carnia era frequentata anche nel Medio Paleolitico, ovvero più di 120 mila anni fa! Deve il suo nome all’antica popolazione celtica dei Carni. Questo popolo di origini celtiche valicò le Alpi attraverso il passo di Monte Croce Carnico e si insediò nella zona intorno al 400 a.C.

I Carni erano molto abili nella lavorazione del ferro e del legno ed erano comandati da un re e da una casta sacerdotale.

Nel II secolo a.C. iniziò l’assoggettamento all’Impero Romano, con la fondazione di Aquileia come colonia romana. L’assoggettamento si concluse nel 115 a.C. quando il console M. Emilio Scauro trionfò sulla popolazione. Scopri di più.

I prodotti tipici

Vediamo ora alcune delle bontà gastronomiche tipiche prodotte in Carnia!

Una delle caratteristiche che rende speciale questa regione è la sua meravigliosa tradizione culinaria. Infatti, è ricca di prodotti tradizionali ottimi e particolari, dai sapori unici che racchiudono l’essenza del territorio.

I formaggi
Cominciamo parlando di formaggio! Tra i più celebri, possiamo ritrovare:

  • il Formadi Frant;
  • il Formaggio storico Salato;
  • i formaggi di malga;
  • la ricotta affumicata;
  • il formaggio Alto But di Sutrio.

Il Formadi Frant
frant classicoUn formaggio artigianale che nasce con lo scopo del recupero, in una regione in cui non si poteva sprecare nulla che potesse servire al sostentamento. Infatti, viene prodotto frantumando le forme di formaggi non perfette o difettose. A queste sono miscelate panna fresca pastorizzata, altri prodotti a base di latte, sale e pepe. Il composto viene messo in stampi con fascere di legno, pressato e stagionato.

Il suo gusto è molto particolare e saporito e può variare in base ai formaggi utilizzati nella sua produzione. La consistenza è friabile e morbida ed è perfetto da gustare come formaggio da tavola, con pane, polenta o abbinato a confetture e miele, che ne bilanciano la sapidità.

Scopri di più su questo formaggio nel nostro articolo dedicato, qui.

Si tratta di un prodotto artigianale che puoi acquistare direttamente sul nostro sito, creato dai produttori locali. Assaggialo qui!

Il formaggio Salato
formaggio salato storico casera rugoQuesto alimento storico, detto anche Asìno, è forse il più antico formaggio friulano e nasce, come nel caso del Frant, per evitare gli sprechi di forme non perfette o non idonee alla stagionatura.

Per la sua produzione vengono immerse le forme in una speciale miscela di latte, panna di affioramento, acqua e sale, detta anche “salmuèrie”. La composizione esatta della “salamoia” in cui viene immerso è gelosamente custodita dai produttori ed è ciò che rende il formaggio così saporito.

Scopri di più nel nostro articolo a riguardo, qui! Questo formaggio artigianale non si trova sugli scaffali del supermercato, ma puoi acquistarlo direttamente sul nostro sito, qui!

Puoi mangiarlo così com’è oppure con la polenta fumante, le patate, o in spuntini rustici e gustosi.

I formaggi di malga
Tipici della Carnia, questi formaggi sono prodotti con latte fresco proveniente dagli alpeggi, che donano al prodotto un sapore che racchiude gli aromi dei pascoli montani.

mucche malga montasioLe malghe, antichi rifugi alpini, non rappresentano solo una meta turistica per ricercare pace, tranquillità e il contatto con la natura, ma d’estate si trasformano anche in luoghi dove gli allevatori portano il bestiame in alpeggio. Una delle produzioni caratteristiche della Carnia è proprio il formaggio di Malga, o “Formai di Mont”, creato esclusivamente con l’utilizzo di latte crudo proveniente dalle bovine portate in alpeggio.

Il gusto e il profumo si distinguono per la loro unicità, presentando gli aromi del territorio, attraverso i sentori vegetali delle erbe dei pascoli. La pasta solitamente è di un giallo più marcato rispetto ad altri formaggi, determinato dai pigmenti delle erbe e dei fiori di cui si nutrono gli animali.

La ricotta affumicata
Un altro prodotto caseario tipico della zona è la ricotta affumicata, chiamata anche “Scuete (Frante)” o “Puìna”.

ricotta affumicataÈ un vero e proprio simbolo dei prodotti antichi del territorio ed è prodotta con la ricotta fresca, che viene messa a sgocciolare, per poi essere salata, leggermente pressata e affumicata in appositi locali con l’utilizzo di fumo diretto, solitamente proveniente dal legno di faggio.

Il gusto è affumicato ma non in modo eccessivo, mantenendo la delicatezza della ricotta.

Puoi utilizzarla in cucina per le torte salate, nei ravioli con gli spinaci, ma anche con i dolci o con il miele di Acero, per un abbinamento goloso. Inoltre, è ottima grattugiata sulla pasta, perché si fonde con il calore e darà sapore al piatto.

Scopri di più su questo prodotto nel nostro articolo dedicato, qui. Assaggia la ricotta affumicata della Carnia, qui!

Il formaggio Alto But di Sutrio
Per concludere i formaggi tipici della regione, parliamo dell’Alto But prodotto a Sutrio, un bellissimo borgo antico che vale la pena di visitare.

Si tratta del tipico formaggio della Carnia, a pasta semicotta, la cui lavorazione è tramandata dalle antiche latterie dei paesi della Val But da più di 100 anni!

formaggio alto but 60 giorniSul nostro sito puoi trovarlo fresco, con stagionatura che va da 60 a 180 giorni e stagionato. Quest’ultimo è mantenuto a temperatura e umidità costante, a un anno di stagionatura ha la pasta ancora semidura e al gusto sono esaltati i sapori forti del fieno e delle erbe tipiche della Val But.

Assaggialo qui, prodotto direttamente dal Caseificio Sociale Alto But!

Altri prodotti tipici
Oltre ai formaggi, in Carnia possiamo trovare diversi prodotti, come lo speck e il Prosciutto crudo di Sauris, ma anche molta frutta e miele!

Infatti, per quanto riguarda la frutta, in questo territorio è molto apprezzata e sono presenti ottime varietà di mele e di frutti di bosco, ottime anche per creare delle golose composte genuine.

Possiamo includere anche il miele come prodotto tipico, in quanto sono presenti molte varietà ottime, come millefiori di montagna, acacia e pino mugo.

Le ricette
Concludiamo questo articolo con due ricette tradizionali friulane che nascono proprio in Carnia, ovvero i Cjarsons e il Frico.

cjarsonsI Cjarsons sono un tipo di pasta ripiena a forma di raviolo, che può essere preparata con ripieni molto diversi fra loro sia dolci che salati. In generale, sono costituiti da una pasta di grano tenero e sono caratterizzati proprio dal contrasto fra il sapore dolce e quello salato.

Il ripieno, detto anche “pistùm” o “pastùm”, può variare e contenere ingredienti vari, come ricotta, patate, biscotti secchi, cioccolato e così via!

Ognuno ha la sua ricetta e anche noi abbiamo la nostra, che puoi trovare qui.

Il Frico friulano, invece, è preparato con formaggi di varia stagionatura, prevalentemente Montasio DOP o Latteria, a cui possono essere aggiunte le patate o altri ingredienti, come cipolla e speck. Nel caso del Frico croccante, invece, non sono presenti le patate ma solo il formaggio che viene fatto rapprendere sul fuoco e prende la consistenza di una cialda.

Frico alla carnica con i semi di zucca ricetta chefScopri il Frico già pronto, prodotto direttamente delle latterie della regione, lo trovi qui!
In alternativa, puoi prepararlo a casa, seguendo la ricetta che trovi sul nostro sito.

In conclusione, la Carnia è un territorio davvero affascinante, in cui puoi goderti la bellezza dei panorami naturali, la vista delle montagne, passeggiare nella storia degli antichi borghi come Sutrio e mangiare prodotti tradizionali unici che ti trasporteranno in un viaggio di sapori nella ricca cultura e tradizione del luogo.

Il formaggio di Fagagna: scopri storia e tradizione

Conosci il formaggio di Fagagna? Si tratta di un prodotto unico creato con solo latte crudo non pastorizzato, originario dell’antica tradizione delle latterie turnarie e sociali.

Leggi questo articolo per scoprire il territorio di Fagagna, un luogo ricco di storia e di tradizione situato nel cuore del Friuli Venezia Giulia e le bontà tradizionali che ha da offrire, come il celebre formaggio.

Il territorio di Fagagna

Fagagna è uno splendido borgo del Friuli, che si trova a nord di Udine, a pochi chilometri da San Daniele. In questa zona l’aria delle Alpi Carniche incontra quella del Mar Adriatico e dal microclima caratteristico di San Daniele nasce l’aroma del famoso prosciutto crudo.

Il comune comprende le frazioni di Villalta, Ciconicco, San Giovanni in Colle, Battaglia e Madrisio.

FagagnaNel territorio di Fagagna storia e paesaggi naturali si uniscono per creare un luogo pittoresco, ricco di tradizione e di percorsi da esplorare.

Nel borgo possiamo trovare il palazzo municipale, il palazzo della comunità e la suggestiva area collinare dove si trovano i resti del castello risalente al X secolo, accanto al quale si può visitare la Chiesa di San Michele in Castello.

Il nome della città nasce dal termine latino “fagus”, ovvero “faggio”, denominata così grazie ai boschi rigogliosi che erano presenti un tempo nella zona.

Un po’ di storia…
Il borgo di Fagagna viene citato per la prima volta nel 983 in un diploma emanato a Verona da Ottone II di Sassonia, in cui il Sacro Romano Impero Germanico concedeva alla chiesa di Aquileia il possesso del castello di Fagagna e i diritti sul territorio e i suoi abitanti. Scopri di più.

La storia di questo luogo è molto antica. Basti pensare che era abitato anche nella preistoria! In seguito, fu occupato dai Romani e, successivamente alla caduta dell’Impero Romano, passò sotto il controllo dei Longobardi.

Fra le specialità gastronomiche che puoi trovare in questo territorio, ci sono diverse ricette a base di maiale, brovada e muset, salsicce, verze e cavoli, piatti d’oca e l’immancabile formaggio di Fagagna servito con la polenta. Non dimentichiamoci, inoltre, che Fagagna è la patria del “pestàt”, un impasto di lardo macinato, aromatizzato con erbe e spezie che si usa come condimento.

Dal punto di vista enologico, puoi trovare il Picolit, un vino friulano unico e particolare prodotto a Udine e Gorizia.

Il formaggio di Fagagna

Fra le varie specialità e bontà tradizionali che il Friuli Venezia Giulia ha da offrire, c’è sicuramente il celebre formaggio di Fagagna, un prodotto caseario che nasce con la storia delle latterie turnarie.

Conosci le latterie turnarie e sociali?
Si tratta di un antico sistema di gestione del latte e della produzione del formaggio nato alla fine dell’Ottocento e istituzionalizzato con la prima latteria a Collina di Forni Avoltri nel 1880. Da allora, questo sistema di caseificazione collettiva si diffuse in tutto il territorio di Friuli, Trentino, Veneto e Slovenia.

Scopri di più sulle latterie turnarie nel nostro articolo a riguardo, qui.

Il formaggio di Fagagna è prodotto esclusivamente con latte crudo, non pastorizzato, che è soggetto a rigidi controlli sanitari, che assicurano la salubrità e la freschezza del prodotto.

Il suo gusto inconfondibile e l’aroma caratteristico sono dovuti alle essenze di erbe che ci sono nel fieno e nei prati del territorio e nei dintorni di Fagagna e che conferiscono al prodotto un gusto unico e riconoscibile.

L’antica tradizione del formaggio di Fagagna nasce alla fine dell’800, quando alcuni dei soci fondatori si unirono per formare la prima latteria. In seguito, la tradizione fu tramandata di padre in figlio e oggi sopravvive grazie alle due latterie cooperative Borgo Paludo e Borgo Riolo, che sono fortemente inserite nel tessuto del territorio.

Cosa rende questo formaggio speciale? Per scoprirlo, continua a leggere!

Prima di tutto, conosciamo meglio le latterie Borgo Paludo e Borgo Riolo, che si impegnano a produrre con passione e dedizione i loro buonissimi formaggi.

latteria di fagagna borgo paludoLa Latteria Borgo Paludo fu fondata nel 1923 ed è la più antica del paese. La ricetta del suo formaggio ha una tradizione lunga addirittura 80 anni, durante i quali, cottura dopo cottura e stagione dopo stagione, la cooperativa di Borgo Paludo ha imparato a produrre il noto formaggio che conosciamo oggi.

Questa cooperativa si distingue per l’utilizzo di un tipo di latte particolare, caratterizzato da una specifica alimentazione delle bovine, che contribuisce all’ottima qualità dei loro prodotti.

L’alimentazione, infatti, è per la maggior parte composta da foraggi secchi, con l’aggiunta di insilati di medica e di mais nelle stagioni fredde. Con questo sistema, il gusto del latte lascia captare i sapori e gli aromi dell’alimentazione delle bovine anche nei formaggi.

latteria di fagagna borgo riolo
Produzione formaggio

La Latteria Borgo Riolo opera ancora con la stessa metodologia di produzione di un tempo, rifiutando il concetto di allevamento intensivo per privilegiare la cura e l’attenzione nelle fasi di lavorazione.
La latteria è situata al centro del paese e ancora oggi è simbolo di orgoglio per il territorio.

Il latte di Borgo Riolo proviene dalla Pezzata Rossa Italiana, un tipo di bovine a duplice attitudine, rinomate per la produzione di latte di qualità molto elevata e per la buona media produttiva che hanno le mucche.
Inoltre, il latte che viene portato alla latteria Borgo Riolo deriva da capi di bestiame alimentati con foraggi e materie prime secchi, senza l’utilizzo di insilati.

Uno dei punti di forza di Borgo Riolo è la tecnica di produzione del lattoinnesto, che consiste nel riscaldare a temperatura costante il latte appena munto, donandogli acidità, per poi innestarlo il giorno successivo, con lo scopo di favorire la maturazione del formaggio.

Con questa tecnica particolare viene conferito il sapore tipico della zona a tutti i formaggi.

formaggio di fagagnaI formaggi delle latterie Borgo Paludo e Borgo Riolo vanno da quelli freschi a quelli stagionati, fino agli stravecchi. Scopri la bontà unica del formaggio di Fagagna prodotto direttamente dalle latterie, trovi i buonissimi formaggi qui!

In conclusione, che tu voglia tuffarti nella storia di un antico borgo, immergerti negli splendidi paesaggi friulani o degustare delle bontà uniche, Fagagna è la meta adatta!

Dal passato al presente: formaggi storici del Friuli e prodotti dimenticati

Nella storia gastronomica del Friuli Venezia Giulia ci sono prodotti che sono stati dimenticati, e prodotti che invece sono stati riscoperti e che continuano ad essere commercializzati da alcuni piccoli produttori friulani.

Leggi l’articolo per scoprire i formaggi storici quasi dimenticati e i prodotti che si sono persi con il passare del tempo, come le strissulis e la morcje.

I formaggi storici quasi dimenticati

Probabilmente conosci già formaggi tradizionali del Friuli Venezia Giulia come il Latteria o il re dei formaggi friulani, il Montasio DOP, ma conosci anche i formaggi storici che sono quasi stati dimenticati con il passare del tempo? Parliamo, ad esempio, del Formadi Frant e del Salato storico, due prodotti unici e dalle tecniche di produzione insolite.

In entrambi i casi, si tratta di formaggi storici creati con modalità di produzione davvero particolari.

Il formaggio Salato
Il Salato o Asìno è uno dei più antichi formaggi del Friuli, forse si tratta addirittura del più antico!
Infatti, le sue origini risalgono alla metà del XVII secolo e possiamo trovarlo citato per la prima volta nel 1659 nel volume Rerum Foroiuliensium dello storico Enrico Palladio.

Il Salato nasce per evitare lo spreco delle forme di formaggio non perfette e la sua produzione è piuttosto insolita rispetto ad altri formaggi della tradizione.

La produzione
Come si può evincere anche dal nome “salato”, questo prodotto è caratterizzato dal gusto intenso e particolare, derivato dall’immersione nella “salmuèrie”, ovvero la miscela di latte, panna di affioramento, acqua e sale, la cui ricetta è gelosamente custodita e tramandata di generazione in generazione dai produttori.

formaggio salato storico casera rugo
Salato Storico Casera Rugo

Questa miscela bianca e densa viene mantenuta in tini di legno di Larice e determina il sapore caratteristico del prodotto. Al suo interno le forme si ammorbidiscono e acquisiscono gli aromi tipici che contraddistinguono il formaggio.

Lo sapevi che…
La salmuèrie è mantenuta nel tempo e può arrivare anche a duecento anni! I tini non sono mai svuotati o sostituiti ma solo integrati e si mantengono grazie ad un fenomeno chimico che si chiama “scambio osmotico”. Ogni giorno il composto è rimescolato e gli sono aggiunti alcuni degli ingredienti di partenza per mantenere il delicato equilibrio della miscela.

Se sei curioso e vuoi scoprire di più sulla storia e sulla produzione di questo formaggio, leggi il nostro articolo a riguardo, che trovi qui.

Il sapore è davvero particolare e l’unico modo per conoscere davvero questo formaggio è proprio assaggiarlo. Lo trovi sul nostro sito, prodotto da Casera Rugo, sia in versione classica, che più cremosa.

Dal punto di vista degli abbinamenti, può essere accompagnato alla polenta calda o alle patate, oppure come ingrediente per panini o spuntini rustici.

Il Formadi Frant
Scopriamo ora il Formadi Frant, che non possiamo definire un formaggio perché è il prodotto della frantumazione di altri formaggi.

Come nel caso del Salato, nasce per evitare gli sprechi delle forme imperfette. Il suo luogo d’origine è la Carnia, regione storica che si estende a est del sistema dolomitico e che è caratterizzata da rigidi inverni con venti impetuosi. In passato, quando le scorte di cibo scarseggiavano in inverno, erano assolutamente da evitare gli sprechi di tutto ciò che potesse servire al sostentamento durante la stagione fredda.

La produzione
Anche le modalità di produzione del Formadi Frant sono piuttosto particolari e molto diverse da quelle cui siamo abituati.

frant classicoPer la sua produzione vengono frantumati formaggi di latteria di media e lunga stagionatura, amalgamati poi in un impasto omogeneo, a cui sono aggiunti la panna fresca pastorizzata, altri latticini, sale e pepe.

Successivamente, il composto è inserito in stampi con fascere di legno e poi pressato e stagionato per circa 40 giorni.

Il risultato è un formaggio dalla consistenza morbida ma leggermente compatta e friabile e dal sapore marcato con un piacevole contrasto fra dolce e piccante.

Se vuoi scoprire di più su questo formaggio unico, leggi il nostro articolo a riguardo, qui! Puoi conoscere meglio la sua storia anche sul sito di Slow Food FVG.

Il Formadi Frant è molto legato al suo produttore e può variare in base a chi lo produce.
Sul nostro sito lo puoi trovare prodotto da Casera Rugo, sia in versione classica, che con altri ingredienti, come finocchio, semi di papavero o noci.

Come abbinarlo? Ti consigliamo prima di tutto di assaggiarlo così com’è, per godere appieno dei suoi aromi unici, anche perché tipicamente è da consumare come formaggio da tavola o da consumare a fine pasto.
In alternativa, può essere mangiato anche con pane, polenta, confetture e miele.

Questi formaggi sono artigianali e si trovano con produzione limitata dai piccoli caseifici della regione. Li puoi trovare sul nostro sito e assaggiare la bontà delle antiche tradizioni friulane.

I prodotti dimenticati

Siamo arrivati al punto dell’articolo in cui scopriamo alcuni dei prodotti che sono stati praticamente dimenticati nella storia e che non vengono più utilizzati, o comunque non se ne sente di certo parlare come in passato.

Le strissulis
Se conosci il Frico, devi sapere che la sua storia è legata a quella delle strissulis, ovvero dei ritagli di formaggio ricavati quando il casaro arrotonda le forme.
Infatti, dopo la prima fase di pressatura, il casaro rifinisce i bordi delle forme con un coltello affilato, producendo delle strisce di cagliata fresca dal gusto delicato che richiama il latte.

strissulis
Strissulis di Latteria di Fagagna

Una volta tagliate, le strissulis venivano distribuite dal casaro, talvolta anche reclamate dai bambini del paese per il loro pranzo o come spuntino.

Un tempo venivano utilizzate anche per fare il Frico, tipico piatto della tradizione friulana, che oggi, sempre più spesso, viene preparato con i pezzi di formaggio anche di stagionature diverse per dare più sapore al piatto.
In certi casi, però, puoi ancora trovare questi ritagli di formaggio confezionati in appositi sacchetti, da utilizzare in cucina, anche sulla pizza.

Se non conosci ancora il Frico, assaggialo qui! È un prodotto gustoso e insuperabile della cucina tradizionale friulana. Sul nostro sito lo trovi creato direttamente dalle latterie della regione, in pratiche monoporzioni precotte, solo da scaldare un po’ in padella!

La Morcje
Un altro prodotto che si sta perdendo con il passare del tempo è la Morcje, un condimento che un tempo era molto ricercato nelle cucine friulane, per arricchire i cibi più semplici.

Questo condimento nasce con il processo di conservazione del burro. Un tempo, quando non c’erano ancora i frigoriferi, era molto difficile evitare il processo di irrancidimento del burro. Per questo motivo, dopo aver acquistato il panetto di burro dal caseificio, quest’ultimo veniva posto in una pentola capiente e messo a cuocere su fuoco lento. Il blocco si scioglieva lentamente, facendo affiorare una leggera schiuma e, durante la cottura il burro diventava di colore giallo dorato, mentre la schiuma scompariva.

La massa fusa veniva lasciata a riposo, così che si depositasse un fondo, ovvero la “morcje”. In seguito, era posta in vasi e lasciata solidificare e il composto poteva essere utilizzato come condimento e conservato per diverse settimane.

cjarsons
Cjarsons

Uno dei piatti semplici dalle umili origini che veniva arricchito dal composto erano i Cjarsons, dei ravioli di pasta ripiena originari della Carnia, che possono essere preparati sia in versione dolce che salata.

 

 

Il latticello
Infine, scopriamo il latticello, un derivato del latte estratto alla fine del processo di produzione del burro.

Il latticello veniva chiamato anche in altri modi, come “batude” o con altri appellativi, a seconda della collocazione del caseificio di provenienza.

Si tratta della porzione liquida derivata dalla panna utilizzata nella lavorazione del burro, che una volta veniva consumato come colazione o come bevanda energetica e dissetante. Questo liquido, di aspetto sieroso e dal sapore acidulo, infatti, era molto gradito anche dai contadini che lavoravano i campi come fonte di energia e bevanda rinfrescante, grazie al suo contenuto di flora batterica.

Ci sono tradizioni e sapori che con il passare del tempo si perdono per tanti motivi.
Una cosa però è certa: è importante conservare il più possibile i sapori di un tempo, perché sono in grado di portarci in epoche diverse solo attraverso il gusto. Mangiare una fetta di Formadi Frant o di Salato è davvero un piccolo salto nella storia gastronomica del Friuli…in un’epoca non poi così lontana in cui non si sprecava niente.

Il tradizionale formaggio Latteria

In questo articolo andiamo alla scoperta di uno dei formaggi tradizionali friulani più amati e conosciuti… il Latteria! Questo formaggio affonda le sue radici nell’antica tradizione delle Latterie Turnarie e le sue caratteristiche possono variare in base alle modalità di produzione. Inoltre, è uno degli ingredienti per fare il famoso Frico friulano, un piatto tipico molto gustoso a base di formaggio!

Leggi l’articolo per esplorare la storia, le caratteristiche distintive e gli abbinamenti di questo formaggio friulano!

L’antica storia del Latteria

storia latteria sociale turnaria di lavariano
Latteria Sociale Turnaria di Lavariano

Come nasce il Latteria?
Le sue origini, come si può evincere anche dal nome, sono legate alla lunga tradizione delle latterie turnarie, ovvero un antico sistema di consegna del latte e di produzione del formaggio. Questo sistema è nato verso la fine dell’Ottocento ed era presente soprattutto in Friuli, Trentino, Veneto e Slovenia.

Oltre ad essere molto efficiente, questa modalità di produzione rappresentava una forma di supporto per la comunità!

Le latterie turnarie devono il nome ai turni con cui le famiglie del territorio andavano a conferire il latte, che poi veniva lavorato e trasformato in formaggio dal casaro. Ogni socio portava il latte al caseificio nel giorno della settimana che gli era stato assegnato e le quantità di latte venivano segnate in un libretto.

Se sei curioso di saperne di più e vuoi scoprire come si svolgeva una giornata in latteria, leggi l’articolo che abbiamo scritto a riguardo, qui!

Oggi, le latterie turnarie esistono ancora, ma è una tradizione che purtroppo sta scomparendo. Un modo per evitare che ciò accada è proprio quello di supportare le piccole latterie che sono rimaste sul territorio e che portano avanti questo sistema, che altrimenti si perderebbe per sempre.

Sul nostro sito puoi trovare i buonissimi formaggi delle piccole latterie tradizionali del Friuli, scoprili qui!

Latteria e Montasio DOP
Ti sei mai chiesto quali sono le differenze fra il Montasio DOP e il Latteria?

Formaggio latteria frescoSebbene siano entrambi formaggi della tradizione friulana, hanno delle differenze importanti da sottolineare. Infatti, il Montasio è un formaggio che ha ricevuto il riconoscimento DOP e che segue un rigido disciplinare di produzione, determinato dal Consorzio di Tutela del Formaggio Montasio. Anche per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche e il gusto, i due presentano notevoli differenze.

I due formaggi sono accomunati dalla storia, infatti, prima che il Montasio ricevesse il riconoscimento DOP, i due prodotti erano spesso considerati come uguali, perché il territorio di produzione, l’aspetto e le dimensioni delle forme erano quasi le stesse.

Se vuoi scoprire di più sulla differenza fra Montasio DOP e Latteria, leggi il nostro articolo a riguardo qui!

Le caratteristiche

Per quanto riguarda le caratteristiche del formaggio Latteria, come abbiamo scritto in precedenza, possono essere molto diverse fra loro in base al prodotto specifico. Infatti, a differenza del Montasio DOP, non deve seguire un disciplinare specifico di produzione e possono esserci più varianti.

In generale, però, possiamo dire che il Latteria presenta le seguenti caratteristiche:

  • ha una struttura compatta;
  • ha un gusto che può variare da più delicato a più deciso, in base alla stagionatura e alle modalità di produzione.
latteria ubriaco
Latteria ubriaco

Esistono anche delle varianti più particolari, come il Latteria Ubriaco, che viene immerso nella vinaccia e lasciato riposare alcune settimane. Provalo qui!
Un’altra variante, è quella prodotta con Latte Fieno stg, un tipo di latte certificato, prodotto con metodi tradizionali e sostenibili, utilizzando principalmente il fieno come mangime delle mucche. Assaggialo qui!

È importante specificare anche che questo formaggio è presente nell’elenco regionale dei prodotti tradizionali ma il nome non è tutelato dalle imitazioni! Per questo, presta sempre attenzione ai formaggi che scegli, perché in commercio è possibile trovare formaggi simili, anche di provenienza estera, che si fa fatica a distinguere da quelli locali.

Dunque… come fare per essere certi? Scegli i caseifici locali. Le piccole latterie e realtà del luogo ti permettono di acquistare con serenità un prodotto genuino e buonissimo!

Su Fattorie Friulane trovi i formaggi prodotti direttamente dalle latterie e dai piccoli caseifici del Friuli Venezia Giulia. Scoprili qui.

Gli abbinamenti in cucina

Adesso che conosci la storia e le caratteristiche del Latteria, scopriamo come abbinarlo ed utilizzarlo in cucina!

Cominciamo con il meraviglioso Frico, piatto caratteristico per eccellenza della tradizione friulana, dalle origini umili. Infatti, nasce come piatto povero e come fonte calorica e di sostentamento per affrontare una lunga giornata, specialmente in montagna!

Il territorio in cui nasce questo piatto è la Carnia, regione storica che si estende a nord e a est del sistema dolomitico, dall’inverno rigido e con abbondanti piogge e venti impetuosi. Per questo, il Frico nasce come pasto calorico, per fornire energia durante il rigido inverno.

fricoIl Frico è preparato con formaggi di varia stagionatura, a cui possono essere aggiunti anche altri ingredienti, come le patate o la cipolla.

Il formaggio Latteria è perfetto per la sua preparazione, così come il Montasio DOP.
Se ti piace cucinare, abbiamo anche la nostra ricetta del Frico alla carnica e puoi prepararla con i formaggi delle latterie, seguendo i passaggi della chef.
Altrimenti, assaggia il Frico già pronto, preparato direttamente dai produttori friulani, solo da scaldare qualche minuto in padella!

Per abbinare il Latteria al meglio, scegli in base alla stagionatura e al tipo specifico di prodotto.

  • Il fresco ha un sapore più delicato, che si abbina bene al miele, ai crostini, al prosciutto di San Daniele DOP, alle marmellate e ai vini bianchi. È facile sovrastare il suo gusto delicato con alimenti e salumi molto saporiti oppure con i vini rossi.
  • Il mezzano ha un sapore più deciso e si può abbinare a pane, salumi dal sapore più intenso, come speck e Pitina IGP e confetture.
  • Lo stagionato è ottimo con tutti i salumi friulani, i vini rossi, le composte di frutta o di verdure, come quella di cipolle.

In generale, si tratta di un formaggio molto versatile e, in qualsiasi modo tu scelga di abbinarlo, saprà sicuramente conquistarti!

Adesso che conosci questo formaggio tradizionale friulano, non ti resta che provare qualche abbinamento e assaggiare, quindi… buon appetito e buona degustazione!

La ricotta affumicata della Carnia

Scopriamo insieme un “formaggio” che in realtà formaggio non è… parliamo della Ricotta, un derivato del latte amato da tutti, che viene definito erroneamente un prodotto caseario. Se vuoi scoprire perché, leggi questo articolo, in cui scoprirai le sue origini, le caratteristiche e la produzione della ricotta affumicata della Carnia e come utilizzarla in cucina.

Produzione e caratteristiche

Prima di tutto, la ricotta è un latticino dalle origini molto antiche, che viene chiamato così perché “cotto due volte”.

Perché non possiamo definirla un formaggio? È importante chiarire che non si tratta di un vero e proprio formaggio, perché con il termine “formaggio” o “prodotto caseario” si intendono i derivati della coagulazione della caseina, ovvero della principale proteina presente nel latte. La ricotta è il prodotto della coagulazione delle proteine del siero, che viene portato fino ad una temperatura di 85°-90°C.

Con la coagulazione delle proteine del siero, si formano dei morbidi fiocchi bianchi, che affiorano in superficie, incorporando al loro interno una determinata quantità di grasso, di lattosio e di sali minerali. La massa di fiocchi viene estratta con la schiumarola, uno strumento apposito. La ricotta è posizionata in appositi cestelli forati, che consentono lo sgocciolamento.

Questo processo produttivo può subire alcune modifiche, come l’aggiunta del 5% o 10% di latte o di panna, che consente di ottenere un prodotto ancora più cremoso e più saporito.
È anche per questo motivo che diversi tipi di ricotta possono avere caratteristiche e valori nutrizionali diversi, che vanno controllati sull’etichetta.

In generale, la ricotta fresca si presenta:

  • dalla consistenza morbida e cremosa;
  • dal sapore di latte fresco;
  • dal colore bianco candido.

Per quanto riguarda il prodotto fresco, è bene consumarlo il prima possibile! Infatti, se consumata molto fresca si può godere appieno delle sue caratteristiche organolettiche e aromatiche. Mentre, con il passare del tempo, può perdere morbidezza, diventando più compatta, meno aromatica e meno solubile.

Le origini
Questo prodotto derivato del latte ha origini molto antiche!
Infatti, comincia ad essere prodotta già con i Sumeri, nel 2000 a.C. e dagli Antichi Egizi, che contribuirono a darle la forma che siamo abituati a vedere oggi.

In seguito, gli Antichi Greci la perfezionarono e venne citata anche da Omero… se ti ricordi, infatti, quando Ulisse incontra Polifemo nell’Odissea, il ciclope stava proprio lavorando la ricotta!

La ricotta affumicata della Carnia

ricotta affumicata
Ricotta affumicata Alto But

Vediamo adesso una variante molto apprezzata della ricotta, quella affumicata. Questa variante è utilizzata molto in cucina e nella gastronomia, per arricchire le ricette e renderle ancora più gustose.

La ricotta affumicata è simbolo dei prodotti antichi della Carnia ed è un prodotto tipico delle malghe e dei caseifici di montagna.

A differenza di quella fresca, può essere conservata per un periodo più prolungato, grazie al processo di affumicatura. Inoltre, differisce per il gusto particolare, affumicato ma non in modo eccessivo, pur sempre mantenendo la delicatezza caratteristica della ricotta.

Come viene prodotta?
Per la sua produzione, la ricotta fresca viene messa a sgocciolare in sacchi di tela, per poi essere salata e leggermente pressata. In seguito, viene posta in locali appositi per l’affumicatura, che da tradizione avviene con l’utilizzo di fumo diretto, ottenuto dalla combustione del legno. In particolare, è preferibile utilizzare il legno di faggio.

Questo prodotto è tipico della produzione in malga, ovvero nelle zone montane. Il siero residuo della lavorazione del formaggio di malga viene scaldato “all’interno della stessa caldaia in rame impiegata per la trasformazione del latte in formaggio di malga”.

In Friuli è un vero e proprio simbolo di tradizione e viene chiamata anche “Scuete (Frante)” o Puìna”. Scopri di più.

ricotta zore
Ricotta affumicata di capra Az. Agricola Zore

Il risultato è un prodotto unico, gustoso e saporito, dal sentore naturale di affumicato, in grado di rendere ogni piatto o ricetta ancora più speciale!
Se ti è venuta l’acquolina in bocca solo a pensarci, prova la buonissima Ricotta affumicata sul nostro sito. Puoi trovarla anche di capra!

Lo sapevi che… dal punto di vista nutrizionale la ricotta è un ottimo alimento.
Le sieroproteine che la costituiscono sono considerate sostanze ad alto valore biologico, poiché costituite da amminoacidi essenziali, molecole che l’organismo umano non produce autonomamente.

Per questo è considerato il più nobile dei latticini, con un’alta qualità proteica, superiore a quella dei formaggi, che sono ricchi di caseine anziché di sieroproteine. Inoltre, contiene meno grassi del formaggio!

Insomma… è un prodotto buonissimo, digeribile, povero di calorie e ricco di proteine, calcio e altri minerali preziosi.

La ricotta in cucina

La ricotta si presta particolarmente ad essere utilizzata in cucina e nelle ricette, sia in versione fresca, che affumicata. Non è utilizzata solo per i piatti salati, ma anche per molti dolci.

Ecco qualche esempio di come puoi utilizzare la ricotta in cucina!
La ricotta fresca è ottima sia da sola, che nelle torte salate, nei ravioli con gli spinaci o nei dolci. Un altro abbinamento davvero da leccarsi i baffi è con il miele, sia d’Acacia che di Acero, quest’ultimo ha un gusto molto particolare che ha sentori di caramella Mou!
Altrimenti, puoi abbinarla a qualche composta di frutta per una colazione genuina.

La ricotta affumicata è ottima:

  • da sola, tagliata a cubetti in un buon tagliere;
  • grattugiata sulla pasta, con il calore si fonderà e renderà il tuo piatto ancora più saporito;
  • nei Cjarsons carnici, un piatto tipico della cucina friulana, originario della Carnia. Scoprili nel nostro articolo qui.

cjarsonsConosci i Cjarsons?
Sono un tipo di pasta ripiena tipico della Carnia. Non c’è una sola ricetta per prepararli, poiché esistono varie versioni, dolci e salate.

Ti lasciamo di seguito la video ricetta dei Cjarsons dolci, preparati dalla chef friulana Lorena De Sabata.

Guarda il video e prova la ricetta!

 

Ti serviranno i seguenti ingredienti:

  • la ricotta affumicata di Capra;
  • la farina di mais giallo;
  • biscotti di due tipi, con il mais e con fave di cacao;
  • la farina;
  • la composta di pere e cacao;
  • la menta fresca;
  • la mela;
  • le patate lesse;
  • il burro.

Ecco il procedimento:
Prima di tutto prepara il condimento, ovvero la morchia, con il burro e la farina di mais. In seguito, prepara la pasta con farina e acqua… in questa fase è importante impastare molto bene e creare una pasta sottile, che lascerai riposare per circa 20 minuti.

Nel frattempo, dedicati a creare il ripieno, grattugiando le patate lesse e una parte di mela fresca, poi sbriciola i biscotti nell’impasto. A questo punto, aggiungi la composta di pere e cacao e mescola bene.

Successivamente, passa alla realizzazione dei ravioli. Per creare la forma giusta, stendi la pasta e tagliala con il coppa pasta in forme circolari, poi riempi ogni forma con un po’ di ripieno. Chiudi i ravioli unendo i bordi e schiacciando bene.

L’ultimo step è quello della cottura. Cuoci i Cjarsons in acqua bollente salata per due minuti, per poi aggiungere la morchia tostata, la buonissima ricotta affumicata di capra e un po’ di menta fresca a piacere.
Questo piatto si presta molto alle variazioni, quindi spazio alla fantasia! Puoi creare anche una versione più salata con la ricotta affumicata nel ripieno.

Trovi anche una box con gli ingredienti del nostro negozio online utilizzati dalla chef. Scopri la box.

Adesso che conosci la ricotta, la sua produzione e hai qualche golosa idea su come abbinarla, non ti resta che mangiare! Prova la ricotta affumicata prodotta direttamente dai piccoli produttori e vedrai che bontà unica della tradizione carnica.

Qual è la differenza fra Montasio DOP e Latteria?

L’Italia è ricca di formaggi gustosi e di qualità, esportati in tutto il mondo per la loro bontà e unicità. Fra questi formaggi possiamo trovare il Montasio DOP e il Latteria tradizionale.
Conosci la differenza tra questi due formaggi? Sono entrambi prodotti tipici del Friuli, ma non sono uguali!

Leggi questo articolo per scoprire qual è la differenza tra questi due formaggi eccellenti della tradizione friulana. All’interno dell’articolo trovi anche qualche idea gustosa per abbinare i formaggi!

Il Montasio DOP

formaggio montasioSe non sei nuovo sul nostro sito, hai sicuramente sentito parlare del rinomato Montasio DOP. Si tratta di un formaggio originario nell’omonimo altopiano e che affonda le sue radici nel XII secolo.

È un formaggio DOP, ovvero a Denominazione di Origine Protetta. Ciò significa che la sua produzione è strettamente legata al territorio, infatti viene prodotto solamente nelle province del Friuli Venezia Giulia e nelle confinanti province del Veneto orientale. Il latte deve provenire dalle zone geografiche designate e il processo di produzione deve seguire protocolli tradizionali.

Se sei curioso di scoprire di più sulla denominazione DOP e sulle altre denominazioni degli alimenti, ti consigliamo di leggere il nostro articolo precedente, che trovi qui!

La stagionatura e la produzione di questo formaggio sono regolate e protette dall’apposito consorzio, il Consorzio di Tutela del formaggio Montasio, e le sue caratteristiche organolettiche sono inimitabili.

È un formaggio a pasta cotta, semidura, prodotto solamente con latte, sale e caglio ed è ottenuto solo da latte bovino crudo o termizzato, ma non pastorizzato.
Cosa significa “latte crudo”? Semplicemente ci si riferisce ad un tipo di latte che non ha subito trattamenti termici, neanche lievi.

I formaggi prodotti a latte crudo, che spesso viene utilizzato dai piccoli produttori, sono molto saporiti e hanno un gusto identificabile che in alcuni casi può ricordare l’alimentazione delle bovine.

Inoltre, il Montasio DOP presenta un’occhiatura omogenea e regolare, ha una crosta liscia marrone chiaro che scurisce con la stagionatura ed è naturalmente privo di lattosio, dunque adatto anche agli intolleranti.

Le stagionature e il gusto
Il gusto del Montasio DOP dipende dal suo grado di stagionatura.

Ecco le stagionature che puoi trovare:

montasio fresco

Fresco, con una stagionatura minima di 60 giorni. Questo formaggio ha un gusto leggero e delicato, una struttura elastica e una pasta compatta. È la stagionatura ideale da abbinare alla frutta fresca, secca e alle composte.

 

Mezzano, con una stagionatura minima di 4 mesi. Ha un gusto leggermente piccante e una struttura friabile. È perfetto da grattugiare sulla pasta.

• Stagionato, con una stagionatura minima di 4 mesi. Ha un gusto più forte, sempre piacevole al palato e una struttura friabile. Questa stagionatura è ottima da abbinare alla polenta.

montasio 18 mesiStravecchio, con una stagionatura minima di 18 mesi. Ha un gusto ricco ed intenso, con una buona sapidità. È il formaggio perfetto per le confetture o da consumare da solo.

 

 

Gustare un buon pezzo di Montasio DOP equivale ad assaggiare secoli di tradizione! Non perderti questa esperienza e prova questo formaggio DOP. Lo puoi trovare sul nostro sito, in tutte le sue stagionature, prodotto direttamente dalle piccole latterie del Friuli.

Il formaggio Latteria

A questo punto, scopriamo il formaggio Latteria! Anche in questo caso, si tratta di un formaggio dalle origini antiche, che nasce con la tradizione delle Latterie Turnarie. Le conosci?

storia latteria sociale turnaria di lavariano
Latteria Sociale Turnaria di Lavariano

Le latterie turnarie sono un sistema di gestione del latte e della lavorazione di prodotti caseari, nato verso la fine dell’Ottocento, presente soprattutto nelle zone del Friuli, del Trentino, del Veneto e della Slovenia.
Questo sistema era molto diffuso un tempo e rappresentava una forma efficiente di gestire il latte, adatta soprattutto alla produzione su piccola scala degli allevatori.

Il termine “turnarie” si riferisce proprio al fatto che le famiglie conferivano il latte al caseificio a turno, ognuna in un giorno specifico della settimana, che veniva assegnato ai soci.
Questo sistema si basava sulla caseificazione collettiva. Oggi, le latterie turnarie esistono ancora, ma è una tradizione che purtroppo sta scomparendo.

Un modo per evitare che questa tradizione storica sparisca completamente è quello di supportare le piccole latterie turnarie che sono rimaste sul territorio e che portano avanti un sistema di produzione che altrimenti andrebbe perso.

Sul nostro sito puoi trovare i buonissimi formaggi delle latterie turnarie e sociali del Friuli, scoprili qui!

Ti consigliamo, inoltre, di leggere le storie interessanti di questi produttori che creano formaggi di qualità con passione e dedizione. Scopri i produttori qui!

Le caratteristiche del formaggio tradizionale Latteria

Formaggio latteria frescoA differenza del Montasio DOP, le modalità di produzione del Latteria non devono seguire regole altrettanto rigide. Per questo, è possibile trovare in commercio molti tipi di Latteria, da quelli più tradizionali a quelli particolari e unici.

In generale, la struttura di questo formaggio è compatta e il gusto varia, da delicato a più deciso, in base alla stagionatura e alle tecniche di lavorazione specifiche.

Può essere prodotto a partire dal latte crudo, come avviene in alcuni piccoli caseifici tradizionali, oppure pastorizzato. La pasta si presenta di colore bianco, avorio o giallo chiaro con occhiatura leggera e una struttura mediamente elastica. La consistenza in genere è più tenera del Montasio.

Frico alla carnica con i semi di zucca ricetta chefInoltre, il Latteria è uno degli ingredienti utilizzati per fare il Frico friulano, un piatto tradizionale a base di formaggi di varia stagionatura, a cui vengono aggiunte le patate.

Se ti piace cucinare, abbiamo la ricetta! Puoi trovarla qui.
Se invece vuoi assaggiare il Frico ma non hai voglia di cucinare, nessun problema, abbiamo anche il Frico già pronto in pratiche monoporzioni, solo da scaldare per 5 minuti in padella! È preparato dalle latterie della regione ed è un piatto davvero gustoso!

La differenza fra i due formaggi

Perché questi due formaggi sono diversi tra loro? Per rispondere a questa domanda dobbiamo fare un salto nella storia…

Prima che il formaggio Montasio ricevesse il riconoscimento DOP dall’Unione Europea, i due formaggi erano spesso considerati lo stesso prodotto, perché il territorio di produzione, l’aspetto e le dimensioni erano pressoché le stesse.

Per quanto riguarda le caratteristiche organolettiche e il gusto, però, le differenze sono evidenti. Ogni caseificio aveva un suo prodotto, con caratteristiche organolettiche uniche, dovute alla posizione geografica delle strutture, agli allevamenti, all’alimentazione degli animali e alle tecnologie di produzione.

Nel 1996 il Montasio è diventato DOP e le modalità di produzione sono state identificate da un preciso regolamento, rispettando la tipicità e le caratteristiche tradizionali del prodotto.
Il risultato è un prodotto omogeneo e facile da riconoscere.

Il formaggio Latteria, invece, ha continuato ad essere prodotto e venduto dalle Latterie, per poter ampliare la propria gamma di prodotti, sfruttando le particolari caratteristiche dell’alimento. Per questo puoi trovare varie versioni di questo formaggio, dalle più classiche e tradizionali a quelle più particolari.

In ogni caso, entrambi i formaggi sono un patrimonio gastronomico della regione, che vale assolutamente la pena di provare!

In conclusione, ricapitoliamo le differenze principali:

  • la denominazione DOP è attribuita solo al Montasio. L’autenticità e l’origine geografica sono garantite;
  • il Montasio DOP segue un processo di produzione specifico, che deve seguire regole tradizionali e identificate dal regolamento, mentre il Latteria può essere prodotto in modi più vari e, talvolta, sperimentali;
  • la pasta del Montasio DOP è generalmente più compatta mentre quella del Latteria è più morbida.

Ricordati che… il Latteria è presente nell’elenco regionale dei prodotti tradizionali ma il suo nome non è tutelato dalle imitazioni. Per questo motivo, è importante prestare attenzione perché è possibile trovare in commercio formaggi simili anche di provenienza estera, che si distinguono a fatica da quelli locali.

Per essere sicuro di acquistare il formaggio Latteria tradizionale, opta per i caseifici locali.
Scegliendo la qualità delle piccole realtà locali, puoi gustare un formaggio unico e buonissimo!

Su Fattorie Friulane puoi trovare i formaggi delle latterie e acquistarli dal nostro negozio online.

Adesso che conosci le differenze principali tra questi due formaggi, non ti resta che assaggiarli e scoprire il tuo preferito. Anche se probabilmente li amerai entrambi!

Scopri il Frico Friulano: i formaggi da utilizzare

Uno dei piatti della tradizione Friulana più conosciuti e più amati è senza dubbio il Frico. Se non lo conosci, oppure se sei curioso di scoprire di più sugli ingredienti usati per prepararlo, leggi questo articolo!

Il Frico

Il Frico è il piatto della tradizione friulana per antonomasia, che nasce nella Carnia come piatto povero e che si prepara con ingredienti semplici e facilmente reperibili, quali le patate e il formaggio.

È un piatto sostanzioso e calorico, perfetto per fornire l’energia per affrontare una lunga giornata, specialmente in montagna.
Si prepara con formaggi di varia stagionatura, solitamente il Montasio DOP e il Latteria, a cui sono aggiunte le patate ed, eventualmente, altri ingredienti come lo speck o la cipolla.

Da tradizione, si utilizzavano le strissulis di formaggio, ovvero i ritagli ricavati quando il casaro arrotonda le forme. Oggi, invece, si preferisce utilizzare il formaggio tagliato in pezzi perché conferisce un sapore più deciso al piatto. Altrimenti, si possono utilizzare insieme le strissulis e i pezzi di formaggio per avere un mix di formaggi freschi e saporiti.

Ci sono varie versioni di Frico e ognuno ha la sua ricetta personale! Anche noi abbiamo la nostra, preparata dalla chef Lorena De Sabata.
Guarda il video e scopri la ricetta del Frico alla carnica a cui abbiamo aggiunto un tocco di fantasia in più con i semi di zucca!

Qualche curiosità sulle origini…
La ricetta è conosciuta fin dal ‘400 e se ne può trovare una versione nel Libro de Arte Coquinaria del maestro Martino da Como, che fu al servizio del Patriarca di Aquileia. Possiamo affermare, dunque, che si tratta di un piatto amato da tantissimi anni!

Una curiosità sul nome…
Non si dice Fricò, ma Frico. Infatti, il termine friulano, per effetto della contaminazione della lingua con l’italiano, ha perso l’accento anche nella dizione comune utilizzata nella regione.

I tipi di Frico

Si possono distinguere principalmente due tipi di Frico, quello friabile e quello morbido.

Il Frico friabile o croccante
Questo tipo di piatto è preparato con l’utilizzo esclusivo del formaggio, senza l’aggiunta delle patate.
Il risultato è, appunto, un Frico più sottile dalla consistenza croccante, simile ad una cialda.

Frico alla carnica con i semi di zucca ricetta chefIl Frico morbido
Il Frico morbido, invece, prevede l’utilizzo delle patate, che gli conferiscono la morbidezza.

Questa tipologia può essere cucinata in varie versioni, ad esempio con l’aggiunta di cipolla, speck, erbette e così via, a discrezione di chi lo sta preparando.

Se sei curioso di assaggiarlo, sul nostro sito puoi trovarlo sia nella versione classica con patate e formaggi, che con la cipolla, lo speck o la salsiccia.
Sono tutti preparati dalle latterie della regione.

I formaggi per fare il Frico

Come dicevamo, i formaggi principalmente utilizzati per preparare questo piatto unico della tradizione friulana sono il Montasio DOP e il Latteria.

formaggi per fricoAbbiamo pensato per te ad una selezione di formaggi freschi e mezzani, ideali per cucinarlo, riunendoli in una pratica BOX, che trovi qui!

Continua a leggere per scoprire quali sono alcuni dei formaggi che puoi usare se vuoi cimentarti nella preparazione di questo piatto.

 

  • Il Latteria 2 mesi di Li.Re.Ste, un formaggio tradizionale prodotto a base di latte crudo, che si presenta dal colore giallo paglierino e dal gusto delicato.
  • Il Latteria di Fagagna fresco di Latteria Borgo Paludo, un formaggio dolce e morbido che ricorda il sapore e il profumo del latte, prodotto con solo latte vaccino crudo con l’aggiunta di caglio, fermenti lattici naturali e sale.
  • Il Latteria di Fagagna 6 mesi di Latteria Borgo Paludo, un formaggio dal gusto gradevole e saporito.

Oltre ai formaggi Latteria che trovi nella nostra box, puoi scegliere un Montasio DOP creato dalle piccole latterie della regione, che è ottimo per fare questo piatto.
L’importante è scegliere formaggi di varie stagionature, per avere un mix di sapori più delicati e più forti, che renderà il tuo piatto ancora più buono.

Adesso che conosci bene questo piatto unico della tradizione, non ti resta che assaggiarlo!

La degustazione dei formaggi: creare un’esperienza di gusto

La degustazione dei formaggi può rappresentare un momento indimenticabile, una vera e propria esperienza di gusto, che ti trasporta fra aromi e sapori diversi.

Se sei un’amante dei formaggi, questo articolo è proprio per te! Scopri come degustare al meglio i tuoi formaggi preferiti, quali sono i migliori accompagnamenti e abbinamenti e impara tutto quello che serve sapere per creare il tagliere perfetto.

Consigli di degustazione dei formaggi

Il momento della degustazione parte prima di tutto dalla scelta dei formaggi di qualità, che rappresenta il primo step fondamentale per creare un’esperienza di gusto unica.

regole e qualità latteria turnaria di campolessi
Latteria Turnaria di Campolessi, produzione

Un formaggio prodotto da una piccola latteria locale ha un gusto inconfondibile e inimitabile, che racchiude anni di tradizioni e di impegno e dedizione per creare un prodotto buono, genuino e artigianale.

Un piccolo produttore che crea i formaggi con il latte delle sue mucche o che utilizza il latte degli allevatori locali vicini a sé, sarà in grado di produrre un formaggio davvero eccellente, fatto con materie prime di qualità.

Per questo, abbiamo deciso di raccogliere i vari produttori del Friuli Venezia Giulia e diffondere i loro buonissimi prodotti in tutte le regioni italiane. Sul nostro sito trovi i formaggi delle latterie friulane, dai tradizionali, agli storici, a quelli più originali…sapranno sicuramente conquistare anche i palati più raffinati!

Una volta scelti i formaggi da degustare, che non dovrebbero essere inferiori a tre o superiori a cinque per un’esperienza completa, puoi passare allo step successivo.

La temperatura
La temperatura a cui vengono serviti i formaggi in una degustazione è essenziale per garantire la migliore esperienza di gusto e per godere appieno delle sue caratteristiche organolettiche.

Infatti, i formaggi andrebbero sempre serviti a temperatura ambiente e non freddi da frigorifero. La temperatura ottimale si aggira attorno ai 20°C, eccetto che per le mozzarelle o altri formaggi molto freschi che possono essere serviti più freddi.

Il taglio
Anche il taglio rappresenta un’accortezza da tenere in considerazione quando si prepara una degustazione di formaggi.

Per esaltare la bontà dell’alimento, bisogna servire il prodotto tagliandolo in modo corretto. In base al tipo di formaggio e alla sua pasta, può essere servito a scaglie, a fettine triangolari o rettangolari, oppure con un cucchiaio di legno, nel caso dei formaggi particolarmente molli.

Attenzione anche alla dimensione della fetta, che dovrebbe essere di circa 30 grammi per una corretta degustazione. Scopri di più sul sito del Consorzio del Montasio.

Gli accompagnamenti
Una degustazione di formaggi non è completa senza il pane, che serve sia come accompagnamento, che per “pulire” il palato tra un formaggio e l’altro.

Il pane non dovrebbe essere troppo salato o dal sapore “invadente”, ma può essere divertente associare alcuni formaggi anche a tipologie di pane più particolari, come quello con le uvette oppure con verdure o altri ingredienti.

Oltre al pane, il formaggio è valorizzato dal miele e dalle composte dolci, che possono essere servite in piccole ciotole munite di un cucchiaio diverso per ognuna. Alcuni formaggi con il miele o con una marmellata possono essere di una bontà strepitosa… provare per credere!

L’ordine di degustazione dei formaggi
L’ordine in cui si sceglie di degustare i formaggi è molto importante, in quanto un formaggio più saporito può alterare l’esperienza gustativa di uno più fresco e delicato.

La regola è quella di seguire il grado di stagionatura, iniziando dai freschi e concludendo con gli stagionati, tenendo i piccanti o erborinati per ultimi.

Un ultimo consiglio…
Prima di degustare evita di bere alcolici, caffè o di mangiare alimenti molto saporiti per non compromettere l’esperienza di gusto.

I sensi coinvolti nella degustazione dei formaggi

La degustazione dei formaggi è un’esperienza che riguarda più sensi, in modo particolare la vista, l’olfatto, il tatto e, naturalmente, il gusto.

Continua a leggere per scoprire come sono coinvolti i sensi nella degustazione.

  • La vista è il primo senso che entra in gioco quando si degusta un formaggio. Infatti, si comincia a mangiare prima di tutto con lo sguardo.
    In questa fase si esamina il formaggio, notando il colore, l’occhiatura, se presente e le altre caratteristiche che si possono osservare nell’alimento.
  • L’olfatto gioca un ruolo molto importante nella degustazione, in quanto l’aroma del formaggio influisce sul suo sapore. In questa fase è possibile percepire un formaggio come particolarmente dolce e delicato, oppure come intenso e si possono percepire aromi specifici come erbe, fieno, oppure frutta secca.
  • Il tatto è coinvolto quando si esamina la consistenza del formaggio, che può presentarsi a pasta dura o particolarmente morbido, liscio o ruvido e così via.
  • Il gusto, infine, viene coinvolto al momento dell’assaggio, in cui scopriamo il sapore del formaggio e il retrogusto che lascia al palato. È dolce, amaro, piccante? E così via…

Per godersi appieno l’esperienza di degustazione è anche importante prendersi il proprio tempo e assaporare con calma ogni boccone!

Gli abbinamenti

A questo punto probabilmente ti è venuta voglia di organizzare una serata di degustazione con amici o familiari. Vogliamo darti una mano e consigliarti gli abbinamenti migliori per i tuoi formaggi!

degustazione dei formaggi compostaComposte e confetture
Le composte e le confetture di frutta sono perfette da aggiungere ad un tagliere per accompagnare i formaggi. Ad esempio, la composta Mela e Peperoncino di Agriturismo Londero si accosta perfettamente a formaggi mezzani, come il Montasio 6 mesi.

Anche la Gelatina di Ribes e Zenzero di Agriturismo Londero è ottima per rendere unico un tagliere di formaggi friulani.

Il miele
Il miele, in modo particolare quello di Acacia che ha un gusto molto delicato, si presta bene ad accompagnare i formaggi, sia freschi, che stagionati, che erborinati, come il Formaggio all’Italiana di Azienda Agricola Cabas.

Il miele di Castagno, invece, dal gusto più forte e leggermente amarognolo, è perfetto per creare un abbinamento particolare con i formaggi più stagionati, come il Latteria stagionato 18 mesi di Azienda Agricola Cabas.

La frutta fresca
In un buon tagliere di formaggi la frutta fresca è sempre un’aggiunta molto gradita. Qualche fettina sottile di mela, ad esempio, pulisce il palato tra un assaggio e l’altro.

Il pane, i grissini e i crackers
Il pane e gli altri panificati trovano sempre posto in una degustazione, per creare uno stacco tra un formaggio e l’altro, oppure per creare abbinamenti particolari, ad esempio con il pane alla frutta secca.

tagliere degustazione dei formaggiI salumi
Il tagliere di salumi e formaggi è un classico! Qualche fetta di salame friulano senz’aglio oppure del delicato prosciutto crudo di San Daniele DOP sapranno elevare il tagliere e renderlo ancora più speciale.

I vini
Infine, spesso ad una degustazione di formaggi è associato qualche calice di vino. Se desideri farlo, ti consigliamo sempre di abbinare i vini bianchi ai formaggi più freschi e delicati e quelli rossi, come il Refosco, a quelli stagionati.

A questo punto sai tutto ciò che ti serve per rendere la tua prossima degustazione di formaggi unica e indimenticabile sia per te che per le persone con cui deciderai di condividerla! Scopri tutti i buonissimi formaggi friulani, prodotti con amore e dedizione dai piccoli produttori della regione sul nostro sito.

formaggio montasio

I formaggi artigianali a latte crudo

Cosa sono i formaggi prodotti a latte crudo? Cosa significa latte crudo? È un alimento sicuro? Che gusto hanno i formaggi prodotti con questo tipo di latte, rispetto ad altri?

Se sei curioso di scoprire le risposte a queste domande leggi l’articolo, in cui ti spieghiamo tutto quello che ti serve sapere sui formaggi a latte crudo!

I tipi di latte

Cominciamo parlando di questa bevanda, che è la base della produzione dei nostri amati formaggi!

Prima di tutto, il latte è un alimento composto da:

  • glucidi sotto forma di lattosio, che è lo zucchero del latte;
  • lipidi, ovvero il grasso;
  • proteine, rappresentate dalla caseina, che è la più importante;
  • sali minerali, come calcio e fosforo;
  • vitamine, soprattutto vitamina A e B.

brocca di latteÈ un alimento ricco che, dal punto di vista nutrizionale, fornisce buone quantità di vitamine, proteine e minerali. Naturalmente, è una buona fonte di nutrienti se inserito in una dieta equilibrata e nelle giuste quantità.

Esistono diverse tipologie di latte, in base all’apporto calorico e al grasso presente. Possiamo infatti trovare il latte intero, il latte parzialmente scremato e il latte scremato.

Un’altra suddivisione può essere fatta in base alle modalità di conservazione e agli eventuali trattamenti termici ricevuti dall’alimento.

In questo caso, questa è la suddivisione:

  • il latte crudo, ovvero quello “al naturale” che non ha subito alcun tipo di trattamento termico, neanche di lieve intensità;
  • il latte fresco pastorizzato, che viene riscaldato con un trattamento termico breve, per eliminare eventuali microrganismi nocivi e garantire la sicurezza del prodotto;
  • il latte a lunga conservazione (UHT), che viene trattato a temperature molto alte, per pochissimi secondi, così che il prodotto possa mantenersi anche fino a 3 mesi;
  • il latte microfiltrato, sottoposto sia alla pastorizzazione che alla microfiltrazione, che elimina la maggior parte dei microbi e conserva il sapore autentico del latte fresco;
  • il latte sterilizzato, un trattamento con cui l’alimento crudo viene riscaldato in modo continuo ad una temperatura di 135° per non meno di un secondo oppure a temperature più basse per circa 20 minuti.

In base al trattamento subito, il latte assume caratteristiche organolettiche diverse. Continua a leggere per approfondire le caratteristiche e le qualità specifiche che hanno i formaggi prodotti con il latte non pastorizzato.

Il latte crudo

latteria di fagagna borgo riolo
Produzione formaggio

Come abbiamo affermato anche nel nostro articolo precedente Guida al latte, con latte crudo si intende un tipo di latte “che non abbia subito alcun trattamento termico, neppure di lieve intensità”.

Questo tipo di latte è spesso utilizzato per produrre formaggi tradizionali, come alcuni tipi di Latteria oppure il rinomato Montasio DOP, un formaggio tipico della regione Friuli-Venezia Giulia.

Di solito, il latte crudo è preferito dai piccoli produttori e spesso è impiegato nella produzione di formaggi di malga e di alpeggio, in cui i foraggi e i pascoli consumati dalle bovine conferiscono al latte gli aromi tipici della flora locale e del territorio. Il risultato è un formaggio unico, speciale e dal gusto complesso e inconfondibile.

Prova tu stesso il Montasio DOP prodotto direttamente in Malga Montasio e verrai trasportato con il suo sapore in un viaggio di aromi attraverso le Alpi Giulie. Puoi trovarlo qui!

La mancanza di trattamento termico comporta delle differenze nelle caratteristiche sia del latte, che del formaggio prodotto con esso.

I formaggi prodotti a latte crudo, infatti, si distinguono per il loro gusto caratteristico, di cui parleremo tra poco.

Un piccolo appunto sulla sicurezza…
Se stai pensando “ma sono sicuri i formaggi prodotti con il latte non pastorizzato?” La risposta è sì, quando il produttore si attiene alle norme comunitarie ed effettua i controlli molto frequenti che sono necessari per garantire la sicurezza e l’igiene del prodotto.

Infatti, ci sono leggi che impongono norme igieniche e di benessere animale da applicare non solo nella produzione del formaggio, ma anche nell’allevamento degli animali, in modo tale da proteggere i consumatori ed evitare contaminazioni pericolose.

Inoltre, se un formaggio è prodotto con latte crudo, è obbligatorio segnalarlo in etichetta se il formaggio è stagionato per meno di 60 giorni. Superato questo periodo non serve, perché dopo i due mesi il rischio di proliferazione di microrganismi pericolosi per la salute si riduce notevolmente e diventa trascurabile.

Questo tipo di latte mantiene intatta la sua naturale flora di microrganismi e preserva tutti i suoi preziosi nutrienti e un gusto che richiama il latte fresco!

I formaggi artigianali a latte crudo

Nei formaggi la differenza si sente!

I formaggi prodotti con questa tipologia di latte, non trattato termicamente, sono molto saporiti e hanno un gusto inconfondibile, che, in alcuni casi, ricorda i pascoli e l’alimentazione delle bovine.

Possiamo anche dire che, in questi formaggi, il sapore autentico e naturale del latte si sente particolarmente.

Vuoi assaggiare i formaggi a latte crudo? Li puoi trovare anche sul nostro sito, creati direttamente dalle latterie del Friuli, con il latte dei loro allevamenti.

Ecco alcuni formaggi a latte crudo che ti consigliamo di assaggiare!

latteria fresco

Se ti piacciono i formaggi più delicati…

Il formaggio di Fagagna fresco di Borgo Riolo è un formaggio stagionato solo 3 mesi, dal sapore delicato, che presenta un aroma di burro e un profumo deciso di latte. Essendo un formaggio fresco, è perfetto da utilizzare anche nei panini e nella pizza.

 

 

formaggio all'italinaSe preferisci i formaggi saporiti…

Il formaggio all’italiana di Azienda Agricola Cabas ha un gusto particolare, insaporito da peperoncino, prezzemolo e basilico. È il perfetto formaggio da tavola, che si abbina bene ai salumi.

 

 

Formaggio StagionatoSe sei un’amante dei formaggi stagionati…

Il Latteria 18 mesi di Azienda Agricola Cabas è un formaggio stagionato, prodotto solo con latte crudo, yogurt, caglio e sale. Per degustarlo al meglio è da accompagnare al miele, che ne esalta il sapore in modo delicato, ma non invadente.
Questo formaggio è anche ideale da abbinare al Ramandolo, il vino passito tipico del Friuli, dolce ma non stucchevole.

 

 

formaggio latteria 3 mesi latte crudo latte fieno bioSe cerchi dei formaggi prodotti con un latte unico…

Il Latteria con latte fieno di Azienda Agricola La Sisile è prodotto con latte crudo certificato biologico e Latte Fieno stg, una certificazione che impone un particolare mangime delle bovine. La particolarità di questo formaggio risiede proprio nel suo aroma, che richiama il mangime composto per la maggior parte dal fieno biologico.

 

 

latteria di pezzata rossa latte crudoIl Latteria di La Fattoria di Pavia è prodotto solo con il latte di Pezzata Rossa Italiana, una razza bovina italiana che si distingue per la qualità del latte che produce. Questo formaggio si sposa bene con salumi ed affettati della tradizione.

 

Il Montasio DOP
Anche il nostro amato Montasio DOP, uno dei più rinomati formaggi tipici del Friuli- Venezia Giulia, è prodotto con il latte crudo.
Infatti, come afferma il Disciplinare di produzione, il Montasio DOP è fatto con latte crudo o termizzato, ma mai pastorizzato.

In conclusione, il latte crudo impiegato nella produzione dei formaggi conferisce un gusto inconfondibile al prodotto, contribuendo alla complessità sensoriale del formaggio. Per questo, i formaggi prodotti con questo tipo di latte sono molto apprezzati per la loro autenticità e per il richiamo alla tradizione.

I formaggi friulani: gusto autentico e tradizione

La regione del Friuli-Venezia Giulia è ricca di paesaggi mozzafiato e di tradizioni uniche che generano prodotti gastronomici di ottima qualità. Tra questi tesori della gastronomia ci sono i formaggi friulani, che occupano un posto d’onore.
I formaggi friulani sono il risultato di anni di tradizione casearia e di dedizione che esprimono l’amore verso il territorio. Degustare un formaggio friulano è un vero e proprio viaggio nel gusto.

In questo articolo scopriamo alcuni dei migliori, e più particolari, formaggi tipici del Friuli, scoprendo la loro storia e le loro caratteristiche peculiari.

La tradizione dei formaggi friulani

latteria sociale turnaria di lavarianoLa tradizione casearia friulana ha radici molto profonde, che risalgono addirittura a diversi secoli fa. Basti pensare al Montasio, la cui produzione risale al 1200, quando i monaci Benedettini di Moggio Udinese affinarono le antiche tecniche di produzione già praticate in precedenza per la produzione del formaggio. All’epoca il formaggio era prodotto con uno scopo molto preciso, ovvero quello di conservare il latte trasformandolo in un prodotto nutriente per il rigido inverno.

Da allora la passione per la produzione dei formaggi e le tecniche di produzione vengono tramandate di generazione in generazione dai piccoli produttori della regione.

Il nostro progetto è proprio quello di aiutare questi piccoli produttori friulani a far conoscere e apprezzare i propri prodotti, portando sulle tavole di tutti questi straordinari formaggi.

Scopri tutti i formaggi friulani dei nostri produttori qui!

Il Montasio DOP

Montasio 6 mesi LavarianoDa quale cominciare se non dall’inimitabile Montasio? Per chi non lo conoscesse già, si tratta di un formaggio DOP, originario dell’omonimo altopiano, che affonda le sue radici nel XIII secolo. Si pensa che sia nato nel convento dei monaci Benedettini di Moggio Udinese, oggi utilizzato dalle suore clarisse.

La stagionatura e la produzione del Montasio DOP sono regolate e protette dall’apposito consorzio, il Consorzio di Tutela del formaggio Montasio.

Le caratteristiche:

  • a pasta cotta, semidura;
  • prodotto solo con latte, sale e caglio, è ottenuto con latte bovino lavorato a crudo;
  • ha un’occhiatura omogenea e regolare con occhi di piccola grandezza;
  • ha la crosta liscia, dal colore marrone chiaro che diventa più scuro con la stagionatura;
  • è naturalmente privo di lattosio, quindi adatto anche agli intolleranti.

Il disciplinare del Consorzio stabilisce le denominazioni di questo formaggio in base alla sua stagionatura. Il Montasio può essere:

  • Fresco, quando ha una stagionatura minima di 60 giorni. Ha un gusto delicato e una struttura elastica ed è ottimo da abbinare alla frutta e alle composte.
  • Mezzano, quando ha una stagionatura minima di 4 mesi. Ha un gusto leggermente piccante e una struttura friabile ed è ideale da grattugiare sulla pasta.
  • Stagionato, con una stagionatura minima di 10 mesi. Ha un gusto più piccante, sempre piacevole al palato e una struttura friabile. È perfetto con la polenta.
  • Stravecchio, quando ha una stagionatura minima di 18 mesi. Ha un gusto ricco ed intenso con una buona sapidità ed è ottimo da gustare da solo o con le confetture.

Per un’esperienza di gusto unica, puoi provare anche il Montasio prodotto direttamente a Malga Montasio!

Questo formaggio è un vero e proprio simbolo, rappresenta una fetta di storia che racchiude in sé il gusto della tradizione friulana e gli aromi del territorio montano delle Alpi Giulie.

Il Latteria

Formaggio latteria fresco

Un altro formaggio tradizionale del Friuli è il Latteria. Questo formaggio è legato alla tradizione delle latterie turnarie, un sistema di consegna del latte che rappresentava anche una forma importante di solidarietà per le comunità. Il sistema si basava sui turni con cui le famiglie andavano a conferire il latte, che veniva poi lavorato e trasformato in formaggi dal casaro.

Ci sono moltissimi tipi di formaggi Latteria, tutti con caratteristiche diverse e sul nostro sito puoi assaggiare quelli prodotti direttamente dai piccoli produttori della regione.

Il sapore e la consistenza di questo formaggio possono variare in base alla stagionatura.

In generale, si tratta di un formaggio dalla struttura compatta e dal gusto delicato o più deciso, che varia in base alla stagionatura e alle tecniche di lavorazione specifiche.

Inoltre, il Latteria è uno degli ingredienti utilizzati per fare il Frico, un piatto friulano che utilizza formaggi di varia stagionatura.
Per la sua preparazione, da tradizione venivano utilizzate le strissulis, ovvero ritagli che il casaro otteneva arrotondando le forme. Oggi sono più utilizzati i formaggi in pezzi o un mix dei due per dare più sapore al piatto..

A questi si aggiungono le patate, ma anche altri ingredienti come la cipolla o lo speck. Per il Frico ognuno ha la sua ricetta e anche noi ne abbiamo una! Scoprila qui, oppure assaggia quello già pronto, solo da scaldare in padella.

Il Formadi Frant

formadi frantNon possiamo parlare dei formaggi friulani senza nominare il Formadi Frant!

Si tratta di un formaggio, che in realtà formaggio non è! Infatti è prodotto da un impasto di formaggi frantumati, da cui proviene il nome.
Nasce nel territorio della Carnia, caratterizzata da inverni rigidi e venti impetuosi, e per non sprecare alimenti che potevano servire alla sopravvivenza durante l’inverno, si doveva riutilizzare tutto quanto possibile.

Allora come oggi per creare il Frant si utilizzano le forme imperfette, non direttamente commercializzabili. Si procede con la frantumazione di formaggi latteria, che vengono successivamente amalgamati in un composto omogeneo, a cui viene aggiunta la panna fresca e altri prodotti a base di latte, sale e pepe. Il composto viene poi messo in stampi e lasciato stagionare.

Caratteristiche:

  • è morbido dalla consistenza friabile e cremosa;
  • ha un gusto unico, che varia in base al produttore e ai formaggi utilizzati.

Trattandosi di un prodotto artigianale, si trova più facilmente nelle latterie locali, piuttosto che nella grande distribuzione. Se vuoi assaggiarlo, puoi acquistarlo sul nostro sito direttamente dai produttori!

Il Salato storico

salato storicoProseguiamo parlando di un altro formaggio unico della tradizione, il Salato storico o Asìno.

Questo formaggio affonda le sue radici nella metà del XVII secolo ed è caratterizzato dalla sua produzione insolita, che richiama anni di storia e tradizione.

La sua produzione prevede un periodo di immersione della forma nella ‘salmuèrie’, che ne determina il sapore e consente di sprigionare aromi molto particolari.

La salmuèrie è una miscela bianca e densa, che si mantiene in tini di legno di Larice ed è composta da latte, panna di affioramento, acqua e sale. La composizione specifica, però, è gelosamente custodita dal produttore e viene tramandata fra le generazioni.

La particolarità di questa miscela è che si mantiene nel tempo, infatti il tino non è mai svuotato o sostituito, ma solo integrato: ci sono delle salmuèries che hanno anche duecento anni!

Il gusto del Salato storico è molto particolare e può variare in base al produttore e alla sua salmuèria. In generale, è sapido e aromatico ma allo stesso tempo delicato. Assolutamente da assaggiare!

La sua produzione è molto limitata e non si trova sugli scaffali del supermercato. Per trovarlo bisogna rivolgersi ai negozi specializzati e ai produttori artigiani. Lo puoi trovare sul nostro sito sia nella versione tradizionale, che in una variante più cremosa.

Conclusione

Il Friuli-Venezia Giulia è una regione dalla tradizione casearia molto ampia e diversificata che affonda le sue radici nella storia. Alcuni dei suoi prodotti sono assolutamente unici; in questo articolo abbiamo affrontato solo alcuni dei migliori formaggi friulani.
Ora, tocca a te scoprirli tutti e gustarli con un calice di vino, per un aperitivo o con qualche composta. Buon appetito!

Alla scoperta del Formaggio Salato o Asìno

In questo articolo parliamo di un formaggio storico davvero particolare, che affonda le sue radici addirittura nella metà del XVII secolo. Stiamo parlando dell’Asìno o “Salato”, un formaggio dalla produzione piuttosto insolita, che richiama anni di storia e di tradizione.
Leggi questo articolo e scopri il formaggio Salato friulano!

Le antiche origini del Formaggio Salato o Asìno

Il formaggio Salato o Asìno è forse il più antico formaggio friulano! Infatti, si tratta del formaggio della regione di cui si hanno le notizie più remote, che risalgono alla metà del XVII secolo.

La prima fonte in cui troviamo citato questo prodotto risale al 1659, nel volume Rerum Foroiuliensium dello storico Enrico Palladio, che scrive in latino “qui Asinum vocant ab Aso pago”, ovvero “che chiamavano Asìno dal paese Asio”.

Un’altra testimonianza di questo formaggio risale al 1749, in una lettera del Vescovo Giacomo Maria Erizzo, scritta dal vescovo per assicurarsi di avere un’adeguata scorta di formaggio Asìno. Scopri di più sulla sua storia qui.

Più avanti, possiamo ritrovare questo formaggio citato in un bando del 1775, che ne riporta il prezzo e in diversi altri scritti e documenti risalenti alla fine del XVII secolo e all’inizio del 1800.

Possiamo dunque affermare che il formaggio Asìno, o Salato, è un prodotto caseario dalle origini antiche, che è stato molto apprezzato nel corso della storia.

Una curiosità sul nome…
Sai perché viene chiamato così? Il nome “Asìno” deriva dalla zona di produzione, che comprende i comuni di Clauzetto e Vito d’Asio, da cui il nome, in provincia di Pordenone.
Nei secoli, la sua produzione si è diffusa dalla montagna pordenonese alla Valle del Tagliamento in Carnia, dove ha acquisito il nome “Salato”.
Il nome “Salato” è dovuto al sapore distintivo di questo formaggio, che risulta particolarmente sapido, grazie alle tecniche di produzione e ai componenti utilizzati.

Il Salato è un formaggio che, come nel caso di altri formaggi della tradizione, nasce per evitare gli sprechi alimentari e per recuperare i formaggi non perfetti o non idonei alla stagionatura. Continua a leggere per scoprire la produzione unica e insolita del Salato friulano!

formaggio salato storico casera rugo
Formaggio Salato di Casera Rugo

La sua produzione

Scopriamo le antiche tecniche di produzione di questo formaggio, note nella storia per essere piuttosto complicate ed esigere diversi accorgimenti.

Prima di tutto, è importante specificare che la sua produzione è limitata e che si tratta di un prodotto artigianale, che non si trova sugli scaffali del supermercato. Per trovarlo è necessario rivolgersi ai negozi specializzati e ai produttori artigiani.
Lo puoi trovare sul nostro sito, prodotto da Casera Rugo, sia il Salato Storico classico che il Cremoso! Vuoi scoprire la differenza? Continua a leggere!

La caratteristica che rende questo formaggio unico e inimitabile è il suo processo di produzione, che prevede l’immersione nella famosa “salmuèrie”, che ne determina il sapore e gli aromi caratteristici che lo contraddistinguono.

Cos’è la salmuèrie?
Questo termine, che non trova traduzione in italiano, definisce una miscela bianca e densa, che viene mantenuta in tini di legno di Larice.
Questa miscela è composta da latte, panna di affioramento, acqua e sale, ma la composizione del prezioso liquido è gelosamente custodita e viene tramandata di generazione in generazione.

La particolarità delle salmuèries è che sono mantenute nel tempo. Infatti, i tini non vengono mai svuotati o sostituiti, ma solo integrati. Per questo motivo, ci sono delle salmuèries che sono antichissime e alcune sfiorano addirittura i duecento anni!

A questo punto probabilmente ti starai chiedendo come fanno queste miscele a mantenersi, senza “andare a male”.
La soluzione della miscela è mantenuta in equilibrio grazie a un fenomeno chimico che si chiama “scambio osmotico”, che si produce tra il formaggio immerso nella miscela e la salmuèrie.
Ogni giorno, il composto è rimescolato con tanta pazienza e sono aggiunti alcuni degli ingredienti di partenza, per mantenere in equilibrio la sua consistenza e il gusto. Inoltre, le forme che si sfaldano nella miscela contribuiscono a rendere il liquido più denso e saporito, grazie al loro contributo di grasso e agli aromi del formaggio.

Questo metodo nasce per ammorbidire le forme non adatte alla stagionatura o troppo magre, che, immerse nella miscela, si mantengono morbide e acquisiscono un sapore intenso.

I formaggi che vengono immersi acquisiscono sapore e cremosità da questa miscela unica. Da questo processo molto delicato nasce il Salato storico, o Asìno, che è disponibile in due tipologie, quello morbido e quello classico.

salato storico
Formaggio Salato Storico di Casera Rugo

Il Salato classico
Il classico resta all’interno della salmuèrie per un periodo compreso fra 90 giorni e 6 mesi e si presenta con una consistenza dura e compatta, più simile a quella del formaggio Latteria.

 

 

 

salato cremoso
Formaggio Salato Cremoso di Casera Rugo

 

Il Salato morbido
Il morbido, invece, resta in immersione per circa 20 giorni e presenta una consistenza più tenera, molle e cremosa simile a quella dello stracchino.

 

 


Casera Rugo
Sul nostro sito puoi trovare questo antico formaggio storico, prodotto da Casera Rugo.

Casera Rugo produce prima di tutto nel rispetto dell’ambiente e delle persone che si occupano della filiera produttiva, secondo la filosofia che considera il cibo non solo come un prodotto ma come un insieme di storie da ascoltare, profumi da scoprire e mestieri da tramandare.
I suoi usi sono abbinare all’arte casearia quella della macellerie artigiana, facendo riscoprire il buon cibo di montagna, dal Salato Storico al Formadi Frant.

Alla fine dell’Ottocento Giacomo Rugo, il bisnonno degli odierni proprietari originario di Tramonti di Sopra, nel pordenonese, si trasferì ad Enemonzo, portando con sé un antico tino di larice e la preziosa salmuèria, ancora oggi utilizzati. Il tino “madre”, contenente la salamoia in cui viene affinato il formaggio ha permesso la creazione di altri tini, moltiplicando la salamoia al suo interno.

Oggi, il figlio Giuseppe, insieme al nipote Mattia, sono tra i pochi a continuare un’attività secolare, che oggi purtroppo comincia ad essere abbandonata.
Il fascino della ricetta della “madre della salina” rende il Salato di Casera Rugo un formaggio unico, fortemente legato alla storia della famiglia.

Puoi assaggiare il Salato storico di Casera Rugo nel nostro negozio online!

Le sue caratteristiche e gli abbinamenti migliori

In questa sezione troverai qualche idea per consumarlo e qualche abbinamento interessante, per gustare al meglio un formaggio così speciale!

Questo formaggio ha un gusto molto particolare, allo stesso tempo sapido, aromatico e delicato, molto apprezzato soprattutto da consumatori esperti e intenditori del formaggio.
Naturalmente, il gusto del Salato può variare in base al produttore e alla sua salmuèria, che gioca un ruolo importante nel determinare le caratteristiche aromatiche uniche del prodotto.

Ecco i nostri consigli:

  • provalo da consumare così com’è, oppure come contorno sfizioso, per apprezzarne appieno il gusto unico;
  • accompagnalo con la polenta fumante o le patate, se vuoi gustare il Salato seguendo la tradizione friulana;
  • provalo come ingrediente per spuntini rustici e ricette gustose, come gli gnocchetti di pane alle erbe di campo nella fonduta di formaggio Salato.

Se vuoi abbinarlo a un calice di vino, ti consigliamo:

Non ti resta che assaggiare questo formaggio storico e scegliere i tuoi abbinamenti preferiti!

Purtroppo, come tanti altri prodotti della tradizione casearia, il formaggio Salato o Asìno ha rischiato di scomparire, ma la passione e la dedizione dei produttori locali ha permesso a questo formaggio speciale di riemergere, così da poter essere apprezzato da tutti.

Il Formadi Frant: una storia di recupero e tradizione

In questo articolo esploriamo le origini e le caratteristiche di un formaggio unico, originario del territorio della Carnia e nato grazie alla necessità di non sprecare nulla di ciò che poteva servire per la sussistenza.

Leggi l’articolo e scopri di più sulla sua storia e sulla sua interessante produzione, che è piuttosto diversa da quella degli altri formaggi.

Le origini del Formadi Frant

Il Formadi Frant in realtà non è propriamente un formaggio, in quanto viene prodotto da un impasto di formaggi frantumati, da cui l’origine del nome.

Perché proprio in Carnia?
Questo formaggio nasce nel territorio della Carnia, la regione storica che si estende a nord e a est del sistema dolomitico. Il nome deriva dagli antichi carni, la popolazione celtica che risiedeva nel bacino del fiume Tagliamento e dell’Isonzo.

Dal punto di vista naturalistico, la Carnia è davvero una regione splendida, il cui fascino è fortemente legato alla presenza delle montagne che incrociano le valli e all’assenza di attività industriali. Il paesaggio è incontaminato e legato alla storia naturale e alle origini della zona. Nelle valli sono presenti boschi e pascoli curati con amore per il territorio e per l’identità unica del luogo.

La Carnia è ricca di prodotti tradizionali unici, come il Formadi Frant, la cui origine è legata anche al clima della regione, caratterizzato da inverni rigidi e venti impetuosi.
In un territorio come questo, non era possibile sprecare nulla che potesse servire al sostentamento e alla sopravvivenza.

È proprio da questa necessità che nasce il Formadi Frant, per non sprecare le forme non perfette o difettose dei formaggi, ad esempio gonfiate o perché presentavano una crosta spaccata.

Proprio come le strissulis, i ritagli dei formaggi ricavati quando il casaro ne aggiusta la forma, il Formadi Frant nasce con lo scopo del recupero.
Se vuoi scoprire di più sulle strissulis, ti consigliamo di leggere l’articolo sul frico friulano, qui!

La produzione e le caratteristiche

Come abbiamo già detto in precedenza, questo formaggio nasce dalla frantumazione di altri formaggi di Latteria, di media e lunga stagionatura, grattugiati e amalgamati fino all’ottenimento di un impasto omogeneo. Successivamente, vengono aggiunti panna fresca pastorizzata, altri prodotti a base di latte, sale e pepe. Il composto viene messo in stampi con fascere di legno e pressato, prima di passare alla stagionatura.

Lo sapevi che…
La presenza del pepe ha origini storiche, in quanto veniva utilizzato principalmente per tenere lontani i topi dalle forme.

Per quanto riguarda la sua stagionatura, è solitamente lasciato maturare per circa 40 giorni.
Scopri di più sulla storia del Formadi Frant sul sito di Slow Food FVG!

Sapore e consistenza
II Formadi Frant è un formaggio morbido, friabile e cremoso, dal gusto unico, che può variare in base al produttore e ai formaggi utilizzati. L’evoluzione di gusti parte dalla dolcezza della panna, allo speziato del pepe, passando per il sapore intenso del formaggio latteria.

È un formaggio dalla produzione artigianale, che si trova più facilmente nelle latterie locali, piuttosto che nella grande distribuzione.
Se vuoi assaggiarlo, sul nostro sito puoi trovare vari tipi di Formadi Frant, direttamente dai nostri produttori.

Eccone alcuni…

formadi frant

Il Classico
Se cerchi il Formadi Frant Classico, prova quello di Casera Rugo, a pasta compatta e semidura ma friabile. Il suo sapore è marcato, con presenza di piccantezza e speziatura che creano un gradevole contrasto dolce-piccante.

Trovi anche gli ottimi Formadi Frant di Azienda Agricola San Juri e di Latteria di Coderno!

 

 

formadi frant casera rugoI particolari
Vuoi provare un mix di sapori unico e particolare?
In questo caso, puoi trovare il Formadi Frant con le noci, con le uvette, con i semi di finocchio e diversi altri ingredienti, di Casera Rugo.

Questo formaggio è molto legato al suo produttore, infatti può variare di produttore in produttore. Per questo, riteniamo che sia importante anche scoprire la loro storia e ciò che li contraddistingue.

Scopri di più sui nostri produttori di Formadi Frant…

  • Casera Rugo è un’azienda della Carnia, dove riscoprire i sapori tradizionali della montagna, attraverso le storie, i profumi e i mestieri tramandati da generazioni. L’azienda abbina l’arte casearia a quella della macelleria artigiana e offre prodotti gustosi come il Salato Storico e il Formadi Frant, ponendo particolare attenzione all’ambiente e alla natura.
  • L’Azienda Agricola San Juri si trova nel cuore della Carnia e deve il suo nome all’antica chiesetta che sorge nelle sue vicinanze. L’azienda produce nel rispetto della natura e delle tradizioni della cultura locale e, tra i suoi prodotti, possiamo trovare il Formadi Frant.
  • La Latteria sociale di Coderno nasce come cooperativa turnaria nel 1932 per tutelare e coordinare l’attività zootecnica locale. Qualità, tipicità e genuinità contraddistinguono l’ampia gamma di prodotti della latteria, che va dal Montasio DOP, al Latteria, alla caciotta e tanti altri, tra cui il Formadi Frant.

Oggi, è molto importante valorizzare i produttori locali, che si impegnano ogni giorno, con passione e dedizione, per portare sulle nostre tavole prodotti buoni e unici!

Gli abbinamenti migliori

A questo punto dell’articolo, scopriamo quali sono i migliori abbinamenti per gustare al meglio questo formaggio speciale.

Il Formadi Frant è un formaggio tipicamente da tavola, da consumare durante o a fine pasto. Può essere accompagnato con il pane o con la polenta e si presta ad essere abbinato anche a confetture di frutta e miele, che ne bilancia la sapidità.

Vuoi un consiglio?
Provalo con il miele di tarassaco, è davvero eccezionale! Puoi trovarlo sul nostro sito!

Se, invece, stai cercando l’accompagnamento ideale con un vino, non possiamo che consigliarti il tipico Verduzzo friulano oppure un calice di vino rosso come il Refosco o il Cabernet Franc.

Qualsiasi sia il modo in cui decidi di goderti questo formaggio, è un prodotto che vale davvero la pena di scoprire, per la sua particolare storia ricca di tradizione e di amore per il territorio.

Non ti resta che assaggiare, buon appetito!

Guida al latte

Parlando di latte cosa ti viene in mente? Forse pensi al momento della colazione, in cui l’hai accompagnato a qualche biscotto, oppure a quando hai avuto mal di gola e ne hai scaldato un po’ con un cucchiaino di miele, oppure ancora pensi all’ultima volta che l’hai usato come ingrediente per i tuoi dolci.
Ma sai quali sono i suoi componenti, qual è la sua storia e le diverse tipologie che ci sono in commercio? Se vuoi scoprire di più su questo alimento leggi questo articolo!

I componenti del latte

Prima di tutto, che cos’è il latte? Da definizione, è un liquido denso, bianco opaco, prodotto di secrezione delle ghiandole mammarie ed è un alimento indispensabile e completo dal punto di vista nutrizionale per la prole dei mammiferi nei primi anni di vita.

È necessario fare una precisazione, perché è vero che esistono tanti tipi di latte, ma quando ci si riferisce a questo alimento, senza ulteriori specificazioni sulle sue origini, si fa riferimento a quello vaccino. Ad esempio, per quello di capra o di asina si specifica la specie di appartenenza.
È così anche nel caso delle bevande vegetali, come il latte di soia o di avena, in cui si fa riferimento all’alimento lavorato per produrlo.

I suoi componenti principali sono:

  • glucidi sotto forma di lattosio, lo zucchero del latte;
  • lipidi, ovvero il grasso;
  • proteine, che sono rappresentate dalla caseina (la proteina più importante del latte);
  • sali minerali, come calcio e fosforo;
  • vitamine, soprattutto A e B.

Dal punto di vista nutrizionale, dunque, fornisce buone quantità di vitamine, minerali, proteine e calcio. Rappresenta sicuramente una buona fonte di nutrienti, naturalmente se inserito in una dieta equilibrata e nelle giuste quantità.

I derivati
I componenti appena esposti sono i precursori dei principali derivati del latte.
Il burro è costituito dal grasso, il formaggio dalla caseina e da una parte di grasso, la ricotta dalla coagulazione delle proteine del siero del latte e lo yogurt dalla fermentazione del lattosio.

A proposito del lattosio…
Come già saprai, è causa di intolleranza per alcune persone, ma sai perché? La causa è la carenza di lattasi negli individui intolleranti. Questo enzima, presente nell’intestino dei lattanti, consente la digestione del lattosio e la sua presenza decresce con l’età adulta e con la diminuzione del consumo di questa bevanda.
Proprio per questo esistono alcuni tipi di latte che contengono lattosio in bassissime percentuali, per essere digerite da chi è intollerante.

Anche alcuni formaggi specifici possono essere consumati dagli intolleranti, come il Montasio DOP che è privo di lattosio a 60 giorni di stagionatura, come indicato dal Consorzio.

Storia del consumo di latte

L’introduzione del latte nell’alimentazione ha origini piuttosto antiche, ma non antichissime. Infatti, l’attitudine dell’essere umano di bere il latte di un’altra specie è un’abitudine che è stata acquisita nel tempo e che non si è diffusa in modo uniforme in tutto il mondo.
La capacità genetica di digerire il latte animale non è innata ma si è diffusa nel corso dell’evoluzione umana, diventando un tratto evolutivo sempre più comune negli esseri umani. Questo poiché ha rappresentato un vantaggio per la sopravvivenza, grazie alle sue proprietà nutrizionali.

Per quanto riguarda la sua diffusione nel mondo, è anche importante aggiungere che le popolazioni che vivevano in climi più freddi erano quelle che utilizzavano il latte come bevanda, principalmente per motivi legati alla sua conservazione.
Invece, nei climi più caldi, si è sviluppata una cultura del formaggio, per poter beneficiare dei principi nutritivi del latte in sicurezza.

Tipologie di latte

In commercio puoi trovare tante tipologie di latte, da quello fresco a quello a lunga conservazione, da quello di mucca a quello di capra o di asina. La scelta è davvero ampia!
Se ti senti perso tra le varie categorie, non preoccuparti e continua a leggere per scoprire le differenze!

La prima distinzione da fare è quella in base all’apporto calorico e al grasso presente. In questa categoria troviamo:

  • il latte intero, che ha una percentuale di grasso superiore o uguale al 3,5%
  • il latte parzialmente scremato, che ha una percentuale di grasso compreso tra l’1,5% e l’1,8%
  • il latte scremato, che ha una percentuale di grasso che non supera lo 0,5%.

Una seconda divisione può essere fatta in base alla durata e alle modalità di conservazione. In questo caso lo distinguiamo in base agli eventuali trattamenti termici:

  • il latte crudo è quello “al naturale”, che non ha subito alcun trattamento termico, neanche di lieve intensità;
  • il latte fresco pastorizzato viene riscaldato con un trattamento termico breve di circa 15 secondi a 72° per eliminare eventuali microrganismi nocivi, garantendo così la sicurezza del prodotto e mantenendo il più possibile il gusto e l’aroma originario. Mi raccomando, va conservato in frigorifero e consumato dopo al massimo 4 giorni;
  • il latte a lunga conservazione (UHT), che viene trattato a temperature molto alte (135°-140°) per pochi secondi e che si mantiene a temperatura ambiente anche fino a 3 mesi;
  • il latte microfiltrato, sottoposto sia alla pastorizzazione che alla microfiltrazione, che elimina la maggior parte dei microbi e conserva il gusto del latte fresco, permettendo la conservazione in frigorifero per 10-15 giorni.

Oltre alla pastorizzazione e alla microfiltrazione, un altro trattamento che può subire è la sterilizzazione. In questo caso il prodotto crudo viene riscaldato in modo continuo, ad almeno 135° per non meno di un secondo oppure a temperature più basse (116-120°) per circa 20 minuti.

Inoltre, il latte può essere suddiviso in base alla specie, come il quello di bovina, di capra, d’asina, e così via. Anche in questo caso, la scelta è fatta in base alle necessità di chi acquista in termini di composizione e di caratteristiche organolettiche.

Come avrai notato, sono davvero tante le tipologie!

I formaggi

formaggi bio azienda agricola biologica la sisileIl formaggio è uno dei derivati del latte più amato, soprattutto in certe regioni del mondo, le cui origini sono strettamente legate alla necessità di conservare la bevanda.
Come nel caso del latte, in alcune aree del mondo non si è sviluppata una cultura del formaggio, ma si è diffuso un utilizzo diverso della bevanda, ad esempio attraverso la fermentazione.

In Friuli Venezia Giulia, con la diffusione delle Latterie alla fine del XIX secolo, il consumo di formaggio ha rappresentato un supporto alimentare fondamentale, che ha garantito la sopravvivenza e il nutrimento di molte famiglie del territorio. Scopri l’affascinante storia delle latterie turnarie e sociali del Friuli in questo articolo, qui.

Il caglio
Il caglio rappresenta un elemento indispensabile per la produzione di molti formaggi. La sua funzione è quella di far coagulare le caseine, facendole agglomerare in masse solide.
Oggi, il caglio più frequentemente utilizzato deriva dagli stomaci dei vitelli, ma è possibile anche trovare formaggi a base di caglio vegetale, derivato da piante come il cardo, il carciofo o il fico.

I nostri formaggi
Su Fattorie Friulane trovi tantissimi formaggi friulani, sia tradizionali che innovativi, creati dai piccoli produttori della regione con passione e cura.
Sei indeciso su quale scegliere? Eccone alcuni:

C’è proprio l’imbarazzo della scelta, li trovi qui!

sapone latte dasina e miele
Sapone al latte d’asina e miele

Non solo formaggi…
Il latte non serve solo a produrre formaggi, infatti, nel corso della storia, è stato utilizzato spesso anche come trattamento di bellezza.
Il latte d’asina, ad esempio, è un ingrediente utilizzato da secoli anche nell’ambito della cosmesi, grazie ai suoi numerosi benefici per la pelle. Veniva usato da Cleopatra e Poppea, che erano solite immergersi in una vasca colma di latte d’asina per mantenere la pelle giovane, idratata e morbida.

Prova tu stesso i suoi benefici con i saponi al latte d’asina di Gli Asini di Manute, li trovi sul nostro sito!

Adesso conosci la composizione, la storia e tante curiosità su questo alimento prezioso, che spesso diamo per scontato.

Formaggio Montasio DOP: il gusto della tradizione

Il Montasio DOP è un tesoro culinario unico, che affonda le sue radici addirittura nel 1200.
Leggi l’articolo e scopri la storia, la tradizione e le caratteristiche di questo formaggio dal sapore inconfondibile!

La sua produzione e la sua stagionatura sono regolate dal ferreo disciplinare dell’apposito Consorzio, e le forme possono essere marchiate ufficialmente solo in seguito a rigorosi controlli.
Questo disciplinare deve essere seguito scrupolosamente da tutti i produttori, per poter garantire gli standard di qualità del prodotto.

Come riconoscerlo?
Sullo scalzo delle forme è presente la scritta “Montasio” ripetuta in senso obliquo, l’origine, il codice del casello produttore, la data di produzione e il marchio “DOP”.

Non può essere prodotto da chiunque… e non può essere prodotto ovunque!
Infatti, la Denominazione di Origine Protetta indica che la sua produzione e le sue caratteristiche sono strettamente legate al territorio.

 

Le sue antiche origini

malga montasio

Il Montasio DOP ha una storia lunga, che risale addirittura al 1200 e che inizia con il sapiente lavoro svolto dai monaci Benedettini di Moggio Udinese, che affinarono le antiche tecniche di produzione già praticate in precedenza dai malghesi della zona, per produrre quello che poi verrà chiamato “formaggio”.  Lo scopo iniziale era quello di trovare un modo per conservare il latte e avere un prodotto nutriente per il rigido inverno. Si pensa che sia proprio il loro convento, oggi utilizzato dalle suore Clarisse, il luogo di origine di questo formaggio.

La presenza del Montasio DOP, con il suo nome ufficiale, fu documentata per la prima volta nel 1773 nei prezzari della città di San Daniele.  Il nome fu regolato dal decreto del 22 agosto 1773, il quale imponeva ai commercianti di Udine l’obbligo di vendere i prodotti locali tipici a un prezzo fisso. Da allora è sempre stato presente nei documenti mercantili dell’Italia nord-Orientale.
In seguito, nel 1880, diversi caseifici si unirono per sostenere la sua produzione.

 

 

L’Altopiano del Montasio

mucche malga montasiomucche malga montasio

Il formaggio Montasio DOP nasce in un luogo meraviglioso, immerso tra verdi paesaggi e montagne imponenti. Ha origine nell’omonimo altopiano, sovrastato dal monte Jôf di Montasio, la seconda cima della regione, alta 2754 metri. Questo altopiano Carsico è situato in provincia di Udine, ad una quota compresa tra i 1600 e i 1800 metri s.l.m. ed è la sede di vari pascoli estivi adibiti ad alpeggio e ad importanti malghe.

Malga Montasio rappresenta l’alpeggio più grande della regione Friuli Venezia Giulia. Un luogo che, negli anni, si è evoluto fino a diventare un punto di riferimento per allevatori e turisti, che giungono da tutta la regione e non solo.

Questo splendido luogo delle Alpi Giulie regala panorami mozzafiato e una completa immersione nella natura. È il luogo ideale per ricaricarsi, respirare l’aria fresca di montagna ed esplorare attraverso i diversi sentieri turistici.

Le caratteristiche uniche del Montasio DOP

A questo punto è il momento di scoprire cosa caratterizza questo formaggio e il suo gusto speciale e inconfondibile!

Partiamo dalla produzione! Questo formaggio tradizionale è prodotto con latte, sale e caglio ed è ottenuto esclusivamente con latte bovino della zona di produzione, lavorato a crudo.

montasio dop fresco
Montasio DOP fresco

Ecco qualche caratteristica del Montasio DOP:

  • è un formaggio a pasta cotta, semidura;
  • presenta un’occhiatura omogenea e regolare, con occhi di piccola grandezza;
  • ha la crosta liscia, elastica, compatta, di colore marrone chiaro, che diventa più scura con la stagionatura;
  • ha una pasta compatta bianca o giallo paglierino, che diventa più friabile con il passare del tempo.

Una curiosità in più… il Montasio DOP è senza lattosio!
Dalle analisi di monitoraggio svolte dal Consorzio sul Montasio stagionato 60 giorni, è risultata una presenza di lattosio inferiore di 10 volte rispetto al limite di legge previsto per poter definire un prodotto alimentare “privo di lattosio”.

Dunque, anche se sei intollerante, puoi goderti questo gustoso formaggio della tradizione!

Stagionature e abbinamenti

Il rigido disciplinare del Consorzio stabilisce le denominazioni del Montasio DOP, distinte in base alla durata della stagionatura.

Ecco le diverse stagionature del Montasio:

  • Il Fresco ha una stagionatura minima di 60 giorni. Ha un gusto particolarmente delicato, che richiama il latte appena munto, una struttura elastica e un sapore armonioso e gentile. Ottimo da abbinare alla frutta fresca e alle composte.
  • Il Mezzano ha una stagionatura minima di 4 mesi. Ha un gusto pieno, caratterizzato da una maggiore sapidità e da una struttura più friabile. È ideale da abbinare ad un buon vino rosso, come il Merlot.
  • Lo Stagionato ha una stagionatura minima di 10 mesi. Presenta una struttura friabile ed un gusto leggermente piccante, rimanendo sempre piacevole al palato. Ottimo da consumare grattugiato sulla pasta o da servire al taglio con la polenta.
  • Lo Stravecchio ha una stagionatura minima di 18 mesi. Ha un gusto ricco ed intenso, che presenta una buona sapidità. È raffinato e saporito, ottimo sia da gustare da solo o con confetture di frutta, che da grattugiare sulle minestre. Perfetto da abbinare a un vino di carattere, come il Cabernet Franc o il Refosco.

Non vedi l’ora di assaggiarlo? Lo trovi sul nostro sito!
Ecco alcune idee su come gustare al meglio il Montasio DOP!

Il Fresco… con la frutta
Se vuoi degustare un ottimo pezzo di Montasio fresco, ti consigliamo un ricco tagliere con frutta fresca. Ad esempio, puoi provare il Montasio DOP fresco di Latteria di Coderno, che ha un gusto delicato e aromatico ed è ottimo anche con le composte di frutta.

Prova anche il Montasio DOP biologico fresco prodotto con Latte Fieno di Azienda Agricola La Sisile, che ha un sapore delicato, che ricorda il latte e il burro fresco, grazie alla particolare alimentazione delle bovine.

Il Mezzano… con il miele e il Merlot
Assaggia il Montasio DOP 6 mesi di Latteria di Coderno, dal gusto pieno e deciso, insieme al miele millefiori. Ottimo da gustare con un bel bicchiere di Merlot… vedrai che combinazione!

Lo Stravecchio… con la polenta e il Refosco
Prova il Montasio DOP stravecchio di Latteria di Lavariano con qualche fetta di polenta abbrustolita e un buon calice di Refosco, che è l’ideale per accompagnare questa stagionatura più saporita.

Lo Stravecchio da aperitivo
Se stai organizzando un aperitivo o un pic nic, i cubi di stravecchio di Latteria di Coderno sono la soluzione che fa per te! Già pronti per essere serviti, magari con un calice di Cabernet Franc o Refosco e qualche crostino.

Sul nostro sito puoi trovare anche il Montasio DOP prodotto direttamente a Malga Montasio.
Il forte legame del formaggio Montasio con la sua zona di produzione è innegabile e regala al palato un gusto unico ed inconfondibile, derivante dalla ricchezza floristica dei pascoli e dalla particolare lavorazione nel rispetto della microflora naturale del latte.
Assaggialo insieme al San Daniele DOP per una combinazione tradizionale!

Inoltre, decisamente da non perdere è l’abbinamento tra il Montasio DOP stravecchio e un calice di Ramandolo!

Il Montasio DOP è più di un semplice formaggio, è una fetta di storia che racchiude in sé il sapore della tradizione friulana e gli aromi del territorio montano delle Alpi Giulie!

Le Latterie Turnarie

Hai mai sentito parlare delle latterie turnarie? Leggi l’articolo per scoprire di più su questa antica tradizione friulana!

La storia delle Latterie Turnarie

Le latterie turnarie sono un sistema di gestione del latte e della lavorazione di prodotti caseari nato verso la fine dell’ottocento e presente soprattutto nelle zone del Friuli, del Trentino, del Veneto e della Slovenia.
Un tempo erano molto diffuse e rappresentavano una forma efficiente ed economica di gestione del latte, particolarmente adatta alla produzione su piccola scala degli allevatori friulani.

Questo sistema è stato istituzionalizzato con la prima latteria a Collina di Forni Avoltri nel 1880 e, da allora, si è diffuso su tutto il territorio.

Ma come funzionavano esattamente?
Le latterie turnarie si basavano sulla caseificazione collettiva, ovvero ogni famiglia di allevatori, socie della latteria, portava il proprio latte che poi veniva lavorato e trasformato in formaggio. Ogni socio manteneva la proprietà del prodotto finito per stagionarlo e commercializzarlo in proprio.
Con questo sistema, il credito o il debito di latte delle famiglie nei confronti della latteria, veniva annotato ogni giorno su un libretto, chiamato “libretto del latte”, che veniva conservato con cura.

Il nome “turnarie” deriva dal fatto che le famiglie, a turno, conferivano il latte al caseificio, in un giorno specifico della settimana che veniva assegnato ad ognuno dei soci. Chi portava una quantità maggiore di latte, aveva a disposizione più giornate nell’arco della settimana per portarlo in struttura.

Come si svolgeva una giornata tipo in una latteria?
La giornata di lavoro iniziava prima dell’alba, quando il socio di turno arrivava in latteria e portava la legna per accendere il fuoco, che scaldava l’acqua utilizzata per le pulizie e per la cottura del formaggio. Una volta acceso il fuoco, il casaro iniziava a scremare il latte della sera, che era stato lasciato a riposare per tutta la notte nelle bacinelle apposite. Al mattino, si era formato uno strato superficiale più denso, dovuto all’affioramento della panna del latte.

In seguito, la panna veniva trasferita in una piccola botte di legno, la zangola, con cui si agitava la panna, per consentire la separazione della parte liquida da quella grassa e dare origine al burro. Nel frattempo , il casaro si occupava di rimuovere dalla pressatura il formaggio della sera prima, per poi disporlo nella salamoia per la salatura.

A questo punto cominciava la consegna del latte appena munto da parte dei soci della latteria, che doveva essere il più “pulito” e privo di impurità possibile. Il latte veniva pesato e versato nella caldaia di rame, insieme al latte scremato della sera. Dopo aver aumentato il fuoco, veniva aggiunto il caglio, fondamentale per consentire il processo di coagulazione.

Il momento della consegna del latte aveva un forte valore sociale e rappresentava un momento di condivisione e di scambio per i soci, spesso numerosi, che si recavano alla latteria.

Dopo una breve pausa, si giungeva al momento della giornata della produzione del formaggio, quando il casaro procedeva con il taglio e la cottura della cagliata. A questo punto, il latte si presenta come un agglomerato compatto immerso nel siero.
Con le tele utilizzate per raccogliere la cagliata, il casaro estraeva le forme di formaggio per poi collocarle negli stampi per la pressatura, che durava fino al mattino seguente, per poi essere posto nelle vasche della salamoia. Le forme venivano poi ripetutamente girate, per far espellere il siero residuo.

Per completare la fase di salatura delle forme, grani di sale grosso venivano distribuiti sulla superficie del formaggio, che da quel momento era pronto per cominciare la stagionatura.

storia latteria sociale turnaria di lavariano
Latteria Sociale Turnaria di Lavariano

Latterie Turnarie e Latterie Sociali

Se hai sentito parlare delle latterie turnarie, avrai sicuramente sentito anche parlare delle latterie sociali, ma qual è la differenza?

Nel corso del tempo la latteria turnaria si è trasformata in latteria sociale, che differisce dalla prima in quanto il socio, anziché ritirare il suo formaggio riceveva un compenso in denaro proporzionale al latte portato in latteria o al prodotto finito lasciato al casaro da commercializzare. Scopri di più.
Dunque, la latteria sociale, invece di effettuare un servizio di lavorazione da parte dei soci, come nel caso della turnaria, acquista il latte o i prodotti caseari finiti.

Purtroppo, questo sistema sta progressivamente scomparendo e il numero di latterie turnarie in Friuli è sempre minore, per fortuna, però, ce ne sono ancora! Per questo è molto importante sostenere le piccole realtà che si impegnano a mantenere viva la tradizione delle latterie turnarie e sociali friulane.

I nostri produttori

Scopri di più su alcune delle latterie turnarie e sociali che fanno parte del progetto di Fattorie Friulane. Ognuna di loro ha una storia di passione e di tradizione che vale la pena scoprire.

  • La Latteria Sociale di Castions di Strada si trova nel cuore del paese ed è una delle latterie turnarie più antiche del Friuli.
    È nata nel 1902 per volere della comunità castionese e la sua storia accomuna le famiglie di più generazioni, rimanendo un punto di riferimento costante nel tempo.
    Essendo una Latteria Sociale, è composta da soci che hanno piccoli allevamenti a Castions di Strada e nei paesi vicini. Il loro obiettivo è quello di riproporre i sapori di una volta, mantenendo uno stretto rapporto tra gli allevatori e gli animali, senza l’utilizzo di allevamenti intensivi che, purtroppo, oggi sono sempre più comuni.
    Assaggia sul nostro sito i buonissimi formaggi “di una volta” della Latteria Sociale di Castions di Strada.

 

  • Un’altra latteria sociale che vogliamo presentarti è quella di Talmassons, un caseificio storico nato nel 1928.
    Inizialmente, i soci, gli agricoltori del paese, conferivano il latte e, a turno, producevano il formaggio, che restava di loro proprietà. Dal 1981 la cooperativa diventò un caseificio sociale e passò alla vendita diretta dei prodotti caseari da parte della cooperativa.
    Oggi, è una realtà ben affermata e molto richiesta per l’ottima qualità dei suoi formaggi, tra i quali si può trovare il tradizionale Latteria.
    Non è tutto… nel 2011 hanno anche aperto la gelateria, che prepara ottimi gelati con il latte dei produttori locali.
    La produzione artigianale della Latteria Sociale di Talmassons è affidata completamente a casare donne, che lavorano in modo tradizionale, nell’assoluto rispetto delle normative igienico-sanitarie.
    Sul nostro sito puoi assaggiare i loro gustosi prodotti!

 

  • Anche la storia della Latteria Sociale di Cividale e delle Valli del Natisone è molto interessante da scoprire. È nata nel 1924 come latteria turnaria e attualmente è costituita da 40 soci che conferiscono il loro latte in caseificio. Giornalmente sono lavorati circa 200 quintali di latte, trasformato in formaggi freschi e stagionati, tra cui il Montasio DOP tradizionale, il Latteria e diversi altri formaggi tutti prodotti a latte crudo.
    Tra i loro prodotti ci sono anche salumi, vini, biscotti e dolci e sul nostro sito puoi trovare il buonissimo Nestri “frico” prodotto con le patate e i loro formaggi freschi!

 

  • Ti presentiamo anche la Latteria Sociale Turnaria di Lavariano, che nasce nel 1922, quando alcuni dei contadini di Lavriano, abituati dall’inizio del ‘900 a portare il latte al paese vicino di Risano, hanno deciso di creare una propria latteria.
    La sua storia ebbe una svolta quando, a seguito della Seconda Guerra Mondiale, in un contesto in cui la situazione agricola risultava molto grave, la latteria si impegnò per aiutare i contadini locali, acquistando per loro alcune delle macchine agricole e determinando così la nascita della società agricola.
    La latteria venne trasformata in Società Cooperativa, composta dagli allora 182 soci, che costituivano quasi tutte le famiglie del paese di Lavariano.
    Uno dei prodotti di punta è il Montasio DOP, per il quale la latteria ha ricevuto anche l’elogio dal Consorzio Montasio per la cura e la realizzazione di un prodotto di ottima qualità.
    Oggi vengono lavorati ogni giorno circa 25 quintali di latte e la latteria ha ampliato la gamma dei loro prodotti, introducendo formaggi come caciotte, formadi frant, Mentalino e molti altri!
    Assaggia i formaggi prodotti con passione, amore per la tradizione e consapevolezza della latteria!

 

  • La storia della Latteria Turnaria di Campolessi, che riveste un ruolo sociale ed economico fondamentale per il sostegno alla comunità, comincia nel 1908.
    Infatti, nel corso del tempo la latteria si impegna ad aiutare la comunità, attraverso, ad esempio, prestiti di attrezzi a costi contenuti e l’elargizione di fondi da parte della latteria a uso delle “istituzioni parrocchiali” per aiutare a costruire la chiesa.
    Nel 1926 viene inaugurato il nuovo caseificio, a seguito della ristrutturazione della struttura.
    Attualmente, i soci conferitori sono 15 e provengono da Gemona e dai comuni limitrofi e la quantità di latte lavorata giornalmente è di circa 20 quintali.

 

  • Scopriamo anche la storia del Caseificio sociale Alto But, che nasce nel 1969 dalla fusione delle piccole latterie della Val But.
    Giornalmente, nel periodo da dicembre a giugno, vengono lavorati 115 quintali di latte, mentre, da luglio a novembre, circa 60 quintali, in quanto la maggior parte del bestiame sale sulle malghe.
    Per la lavorazione del formaggio, il caseificio sociale Alto But utilizza tecniche moderne, mantenendo intatto il rispetto delle antiche tradizioni.
    Assaggia i formaggi Alto But sul nostro sito!

 

  • Ti presentiamo anche la Latteria Sociale di Coderno, fondata nel 1889 che nasce come Cooperativa turnaria nel 1932 per tutelare, coordinare e sviluppare l’attività zootecnica locale.
    Il decennio degli ‘80 fu un periodo di crisi per la latteria, così come per il settore agricolo e lattiero-caseario in generale. Per uscire da questo momento di crisi, la latteria decise di interrompere la monoproduzione standard di Montasio e di sfruttare anche nuovi spazi di mercato, creando nuove prospettive.
    Nel 1990, infatti, ci fu una ristrutturazione totale dello spaccio della sede sociale e, a seguito, ci fu l’inaugurazione di nuovi punti vendita che permisero il potenziamento dell’attività.
    La gamma dei prodotti attuali è costituita sia dal formaggio Montasio, che dai formaggi tipici del Caseificio di Coderno, come il Latteria, ma anche diversi altri formaggi come mozzarelle, caciotte, ricotta affumicata e altri prodotti.
    Tutti i loro prodotti sono caratterizzati dall’ottima qualità, dalla loro tipicità e dalla genuinità. Li trovi sul nostro sito, insieme al Frico friulano in varie versioni.

 

  • Concludiamo la storia parlando delle latterie di Fagagna Borgo Paludo e Borgo Riolo.
    L’antica tradizione del formaggio di Fagagna nasce alla fine del 1800, quando alcuni dei soci fondatori si unirono a formare la prima latteria. La tradizione fu tramandata di padre in figlio e ora sopravvive grazie a queste due latterie cooperative, che sono fortemente inserite nel tessuto del paese.
    Il latte che arriva giornalmente dalle stalle è soggetto a rigidi e costanti controlli sanitari, per assicurare la freschezza del prodotto. Un aspetto particolare del formaggio di Fagagna è anche la specifica alimentazione delle mucche, data dalle varie essenze di erbe presenti nel fieno e nei prati circostanti Fagagna, che conferiscono al prodotto un gusto inconfondibile e riconoscibile.
latteria di fagagna borgo paludo
Produzione del formaggio Latteria Borgo Paludo
latteria pri
Formaggio Latteria Pezzata Rossa Italiana

Il formaggio Latteria

Il Latteria si chiama così perché è proprio il formaggio che deriva dalla tradizione delle latterie turnarie e sociali.

Sul nostro sito puoi trovare diversi formaggi Latteria, dai più freschi ai più stagionati! Eccone alcuni:

  • il Fagagna fresco di Borgo Paludo, un formaggio dolce e morbido che ricorda il profumo del latte
  • il Latteria 6 mesi di Latteria Sociale di Talmassons, un mezzano prodotto con latte crudo, che ne caratterizza il sapore di nocciola nelle brevi stagionature e più deciso nelle medie
  • il Latteria PRI di La Fattoria di Pavia, prodotto con il latte di Pezzata Rossa Italiana
  • il Latteria stagionato 12 mesi di Azienda Agricola Li.Re.Ste, un formaggio più stagionato molto versatile.

Adesso che conosci la storia delle latterie turnarie e sociali non ti resta che provare questo tradizionale formaggio friulano!